Mosca accusa l'Europa di appoggiare neonazisti in Ucraina e migliaia di volontari sono pronti a partireTribuno del Popolo
martedì , 19 settembre 2017
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Mosca accusa l’Europa di appoggiare neonazisti in Ucraina e migliaia di volontari sono pronti a partire

Nervosismo alle stelle dopo i recenti fatti di Kiev, dove il governo di Yanukovich è stato rovesciato dalle violenze di piazza con un importante ruolo delle bande neofasciste e dell’estrema destra. Mosca ha accusato l’Europa di non aver condannato le azioni violente di estremisti e neonazisti, anzi di averle incoraggiate. E intanto migliaia di volontari russi sono pronti a partite per l’Ucraina dell’Est.

Clima di alta tensione quello che si respira all’indomani del “golpe” di Kiev, quello che ha portato alla deposizione del presidente Yanukovich e che ha consegnato di fatto l’Ucraina in mano a gruppi di estrema destra che si sono già contraddistinti per pesanti violenze. In molti hanno osservato sdegnati bande di neofascisti girare indisturbate e l’Europa tacere, come se facesse finta di non vedere. Non Mosca però, che ha voluto prendere subito le distanze da quanto sta succedendo a Kiev, attaccando duramente proprio l’Europa per bocca del premier Medvedev: “L’Europa non condanna le azioni dei manifestanti estremisti, neonazisti e antisemiti, anzi, queste vengono incoraggiate“. Tutto questo mentre il generale russo Gerasimov ha discusso al telefono con il suo omologo americano Breedlove e mentre Mosca richiamava l’ambasciatore da Kiev a significare lo sdegno della Russia nei confronti di quanto successo. Del resto Mosca ha ribadito che quanto successo in Ucraina ha rappresentato una “minaccia per i nostri interessi, per la vita e la salute dei nostri cittadini; l’ammutinamento di Kiev è aberrante“, ha rincarato la dose Medvedev. Ma mentre Mosca tuona contro il lassismo e la complicità di Usa ed Europa, le popolazioni russofone dell’Ucraina hanno paura e denunciano a gran voce il golpe fascista di Kiev. Da Kharkiv fino a Sebastopoli si sta formando un vasto fronte contrario a quanto successo a Kiev e che non riconosce in alcun modo il governo impostosi al termine delle violenze. E a confermare ogni fosco presagio il Parlamento ucraino ha eletto Oleg Makhnitski nuovo procuratore generale d’Ucraina, non una buona notizia dal momento che si tratta di un membro del partito di estrema destra nazionalista Svoboda.

Intanto si mobilitano i russi per rispondere a quello che è stato visto come un vero e proprio colpo di mano che mette seriamente a rischio l’incolumità dei milioni di persone russofone e russofile d’Ucraina. Pavel Kaniscev, leader dell’Unione Euroasiatica della Gioventù, secondo quanto riportato dal sito di Rai News, starebbe gestendo l’invio di volontari in Ucraina. Lo ha riportato anche il quotidiano russo Izvestia, il quale ha affermato che sarebbero arrivate migliaia e migliaia di domande di russi disposti a partire subito per aiutare i compatrioti. Sarebbero arrivate domande non solo dalla Russia occidentale, ma anche dalla Siberia e dall’estremo Oriente russo. Secondo quanto riportato anche un’associazione dei cosacchi del Kazakistan Orientale avrebbe risposto presente. Un migliaio di volontari sarebbe già pronto a partire nelle prossime ore, e una volta in Ucraina, si iscriveranno alle milizie popolari già presenti in loco. Vi è anche un altro gruppo,  “La Difesa Civile dell’Ucraina”, un gruppo creato dal basso e di iniziativa popolare pronto a intervenire a ogni richiesta di aiuto. Non solo, in molte zone russofone dell’Ucraina si sarebbero già formate vere e proprie milizie popolari per difendere la cittadinanza dai neofascisti di piazza Maidan. Sulla base delle informazioni raccolte solo nella giornata del 23 febbraio, la storica festa nazionale russa Giornata del Difensore della Patria (ex festa sovietica dell’Armata Rossa), si sarebbero iscritti alle milizie almeno 2000 solo nella città di Simferopol, in Crimea. 

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