Mosca e Pechino fanno "scacco matto" alla Casa BiancaTribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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Mosca e Pechino fanno “scacco matto” alla Casa Bianca

Mentre l’Occidente prepara nuove sanzioni ai danni di Mosca, da Pechino Putin e Xi Jinping preparano la controffensiva a colpi di accordi bilaterali, col risultato che Washington non riuscirà in alcun modo a isolare la Russia. Al contrario, l’Occidente mostra sempre più di aver intrapreso un binario morto che porta alla contrapposizione con il blocco Russia-Cina. 

Ricordate quando, tronfio, ai tempi della crisi di Crimea Obama raccontava che la Russia era isolata dal mondo? Forse quello di Obama era solamente un auspicio dal momento che, a isolarsi in modo netto, non è certo Mosca che anzi rilancia e riapre un canale con Pechino che rischia di minacciare da vicino il predominio americano nel XXI secolo. Non solo secondo diverse stime nel 2020 l’economia cinese supererà quella americana, non solo la Russia sembra aver deciso di smetterla di accondiscendere alle mire della Nato, ora Pechino e Mosca sembrano pronte al passo successivo, ovvero il siglare una alleanza strategica ed energetica che significherebbe ipotecare il futuro come superpotenze del mondo. Ben si capisce quindi il nervosismo dell’Occidente, disperato al punto da rivolgersi anche a bande neonaziste nella crisi ucraina pur di provare a mettere in difficoltà Mosca. Putin si è recato a Pechino per incontrare il suo omologo Xi Jinping proprio mentre nelle stesse ore ben 28 ministri della Difesa europei si apprestano a incontrarsi a Bruxelles, ovviamente in chiave antirussa. L’Occidente sicuramente intensificherà l’addestramento di militari e paramilitari di Kiev, gli stessi che rimpiangono il Terzo Reich e assaltano gli avversari politici (vedi Simonenko, segretario del Partito Comunista Ucraino, miracolosamente scampato a un attentato). Non solo, l’Occidente varerà anche delle sanzioni contro Mosca, ma al Cremlino faranno decisamente spallucce dal momento che Putin, in Cina, firmerà oltre trenta accordi bilaterali che avvicineranno Mosca a Pechino, un abbraccio mortale per gli Usa che rischiano di venire tagliati fuori dal futuro. In sostanza Putin vanificherà il piano di Washington di isolare la Russia “recidendo i suoi legami economici e politici col mondo esterno“, una follia che infatti la dice lunga sull’isteria che si respira negli Usa di questi tempi. Si tratta di un contratto da oltre 270 miliardi di dollari tra la compagnia statale russa Rosneft e la China’s National Petroleum Company, un accordo che prevede forniture russe alla Cina per i prossimi 25 anni per oltre 700 milioni di tonnellate di petrolio. Un secondo accordo prevede che la Gazprom fornirà a Pechino entro il 2018 ben 38 miliardi di metri cubi di gas all’anno, ossia circa un quarto di quello che fornisce oggi all’Europa. Non solo, Pechino investirà in Russia oltre venti miliardi di dollari in infrastrutture, e si prevede anche il potenziamento dell’oleodotto che unisce la Siberia orientale al Pacifico con la costruzione di un secondo gasdotto di oltre 4000 km che servirà a rifornire la Cina. Pechino inoltre si occuperà di investire in Crimea, in particolare curando la produzione ed esportazione di gas naturale liquefatto, ma la vera bomba è la volontà di Mosca e Pechino di provare ad abbandonare il dollaro quale moneta per gli scambi nella regione asiatica. Tale mossa sarebbe uno schiaffo in piena faccia agli Stati Uniti, quindi ben si capisce l’isteria bellicista dell’Occidente. Ma non è finita qui, Xi Jinping e Vladimir Putin secondo molti faranno anche una dichiarazione congiunta sulla situazione internazionale, mostrando quindi semmai l’isolamento dell’Occidente, sempre più miope e vittima di una visione ormai fanatica della supremazia della cultura occidentale. Verranno anche decise importanti cooperazioni militari, a cominciare da una esercitazione congiunta da tenersi nel Mar Cinese Meridionale come risposta alla esercitazione degli Usa nelle Filippine dei mesi scorsi. Dulcis in fundo Mosca fornirà a Pechino caccia multiruolo Sukhoi Su-35, sottomarini della classe Lada e i più avanzati sistemi di difesa missilistica S-400. I guai per gli Usa non sono poi finiti qui: per sottolineare quanto Mosca e Pechino viaggino sulla stessa lunghezza d’onda, Putin interverrà alla Conferenza sulle misure di interazione e rafforzamento della fiducia in Asia (Cica) che, presieduta da Xi Jinping, si tiene a Shanghai il 20-21 maggio, con la partecipazione tra gli altri del primo ministro iracheno Nouri al-Maliki, del presidente afghano Hamid Karzai e di quello iraniano Hassan Rouhani. L’ennesimo schiaffo in faccia a Washington che hanno speso ben 6000 miliardi di dollari, come ricorda Dinucci sul Manifesto, per bombardare Iraq e Afghanistan e ora vedono la Cina penetrare a piene mani nella stessa area. Del resto ormai in Iraq la Cina compra quasi la metà del greggio prodotto, investendo a piene mani nel settore petrolifero, come se non bastasse mentre l’Occidente, ottusamente, rilancia l’embargo a Teheran, Cina e Russia aprono nuovi mercati a Est, aggirando de facto l’embargo di Usa e Ue. Insomma, se si vuole davvero una Guerra Fredda 2.0, questa volta Washington sembra davvero partire in svantaggio.

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Un commento

  1. E cosa aspettano ancora a usare un’altra moneta al posto del dollaro!?

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