Mosca pensa a basi in Venezuela, Vietnam e CubaTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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Mosca pensa a basi in Venezuela, Vietnam e Cuba

Mosca ha annunciato di voler espandere la sua presenza militare all’estero costruendo nuove basi in diversi Paesi sparsi in tre continenti. Si parla di basi in Cuba, in Vietnam e in Venezuela, una chiara risposta all’espansionismo della Nato degli ultimi anni che porterà con sè significative conseguenze.

Le guerre in Libia e in Siria, i moti di piazza a Kiev, sono tutti fattori che ci portano a considerare il ritorno della Guerra Fredda nei rapporti tra Usa e Ue e Russia. In un periodo di rivolgimenti globali, con rivolte che hanno infiammato tutto il Medio Oriente, Mosca ha voluto lanciare un messaggio preciso annunciando, per bocca del ministro della Difesa Serghei Shoigu, di volter espandere la presenza militare russa all’estero, costruendo nuove basi tra Sudamerica e Asia. “I colloqui sono in corso e stiamo siglando documenti importanti”, ha dichiarato Shoigu, elencando poi la lista di Paesi che potrebbero accettare la richiesta di Mosca di ospitare una base militare. Nella lista ci sarebbero Cuba, Nicaragua, Vietnam, ma anche il Venezuela di Maduro in questi giorni oggetto di una violenta destabilizzazione appoggiata nientemeno che da Washington. Insomma, la Russia sembra almeno a parole voler raccogliere la sfida della competizione globale con il blocco occidentale, anche se questo potrebbe significare un ulteriore raffreddamento delle relazioni internazionali lungo la linea Mosca-Washington. Del resto già nel caso della Siria si era visto con chiarezza la nuova contrapposizione Usa-Russia, con l’intervento di Putin che sventò l’attacco militare degli Stati Uniti contro Damasco a seguito dell’attacco chimico di Ghouta, attribuito troppo velocemente alla responsabilità di Assad. Allora si sfiorò per qualche giorno l’escalation militare, ma poi la Casa Bianca e il Cremlino trovarono l’accordo. Sull’Ucraina la rottura sembra invece totale viste le ingerenze con le quali l’Occidente ha deciso di appoggiare i moti di piazza contro Yanukovich, moti che hanno visto in prima fila neonazisti e neofascisti ucraini. E’ chiaro che una base russa in Venezuela o a Cuba consentirebbe di stringere stretti rapporti strategico-militari con quel Paese, sventando nel contempo il rischio di destabilizzazioni da parte americana, cosa che soprattutto in Sudamerica è di primaria importanza. Tutto questo mentre la Nato continua il suo accerchiamento verso Est ormai da decenni.

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