Mosca rilancia accuse contro la Turchia di favorire l'IsisTribuno del Popolo
domenica , 24 settembre 2017
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Mosca rilancia accuse contro la Turchia di favorire l’Isis

Due giorni dopo la crisi dell’abbattimento del Su-25 russo da parte di Ankara il rischio di una escalation sembra momentaneamente scongiurato. Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha però accusato frontalmente la Turchia di aver ospitato nel suo territorio “l’organizzazione di attacchi terroristici”. 

A questo punto è lecito chiederselo: cosa voleva ottenere Ankara abbattendo il Su-25 russo al confine? Magari i turchi volevano in qualche modo intimidire i russi, ma se questo era il loro obiettivo non è stato conseguito, anzi, i russi hanno subito reagito installando i moderni sistemi anti-aerei S-400 nella base militare di Latakia, un modo delicato per avvisare Ankara che se dovesse ripetersi qualcosa di simile all’incidente del Su-25, questa volta la reazione di Mosca non si farebbe attendere. Non solo, i russi hanno deciso di iniziare anche una offensiva diplomatica a tutto tondo contro la Turchia e lo hanno fatto accusando apertamente Ankara di aver ospitato sul proprio territorio “l‘organizzazione di attacchi terroristici” da parte dell’Isis. Accuse molto pesanti, peraltro corroborate da diverse prove, basti pensare che nelle scorse ore Medvedev ha accusato apertamente proprio Ankara di proteggere i militanti dell’Isis e di fare soldi con il petrolio estratto dagli impianti dell’Isis. A dir poco strana e bizzarra la risposta piccata di Obama che al posto che riflettere sul fatto che i turchi siano da più parti accusati di favorire lo Stato Islamico preferiscono come al solito recitare il solito mantra antirusso, sostenendo che l’installazione dei sistemi S-400 a Latakia contribuiscono ad aumentare il caos in Siria.

Mosca però sembra procedere nel tentativo di trasformare l’abbattimento del proprio aereo in un modo per mettere in luce le complicità turche con il terrorismo nell’area. E intanto il capitano Konstantin Murakhtin, pilota sopravvissuto all’abbattimento e salvato da un blitz delle forze armate siriane, sostiene di non aver ricevuto alcun avvertimento da parte delle forze armate turche: “Stavamo volando in territorio siriano, non abbiamo ricevuto alcun avvertimento, ci hanno sparato addosso“.

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