Movimento 5 Stelle. La Lombardi ora attacca anche l'articolo 18: "E' un'aberrazione" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
sabato , 21 ottobre 2017
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Movimento 5 Stelle. La Lombardi ora attacca anche l’articolo 18: “E’ un’aberrazione”

Dopo le uscite poco felici di Roberta Lombardi (capogruppo alla Camera per il Movimento Cinque Stelle) sul fascismo, la grillina della prima ora ha pensato bene di attaccare anche l’articolo 18, definito “un’aberrazione”. 

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Non bastavano le polemiche sollevate dalla questione “fascismo” da parte di Roberta Lombardi, capogruppo alla Camera per il Movimento Cinque Stelle. Ora la Lombardi ha pensato bene di sparare a zero anche sull’articolo 18, definendolo in modo inaccettabile una “aberrazione”. Quando, qualche giorno fa , la Lombardi si era guadagnata le prime pagine di tutti i giornali per aver parlato di un “fascismo buono” da contrapporsi a uno degenerato, ed era stata investita da vibranti, e condivisibili, polemiche. La capogruppo però al posto di chiedere scusa ha scelto di arrampicarsi sugli specchi, negando di aver elogiato il fascismo. Ci può stare una caduta di stile, ma pochi giorni dopo la Lombardi si è nuovamente tradita. La Repubblica di oggi infatti ha pubblicato un’articolo nel quale si spiega come la Lombardi abbia, sul forum del MoVimento 5 Stelle, espresso il suo giudizio senza appello sull’articolo 18. A un utente che le domandava che cosa pensasse della riforma del mercato del lavoro, e quindi della modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, la Lombardi ha risposto così: “Pensare di poter reintegrare un lavoratore nel posto di lavoro da cui è stato licenziato senza giusta causa o giustificato motivo è secondo un’aberrazione e crea uno stato di tensione (relazionale, discriminatoria o di natura economica) maggiore tra datore di lavoro e lavoratore stesso di quello che ha dato origine al licenziamento“. Insomma per quanto concerne il lavoro il Movimento Cinque Stelle non sembra avere idee molto diverse dalla tanto odiata Fornero. La Lombardi conferma quindi di vedere la questione del “lavoro” dalla parte del “padrone”, conculcando così al lavoratore ingiustamente allontanato anche il diritto di ottenere giustizia. La Lombardi pensa che un congruo risarcimento sia un giusto palliativo al posto del reintegro, ma non dovrebbero essere i lavoratori colpiti ingiustamente a decidere in che modo ottenere il maltolto? Insomma, quanti pensavano che il Movimento andasse contro il “sistema” dovranno presto o tardi ricredersi, dal momento che almeno per quanto riguarda l’economia e il mondo del lavoro non sembrano avere idee che mettono in discussione il sistema esistente.

Intanto, relativamente alle uscite poco felici della Lombardi sul fascismo, secca è arrivata la replica del presidente nazionale ANPI, Carlo Smuraglia: “A proposito delle affermazioni di una esponente del gruppo dei “grillini ” in Parlamento, Roberta Lombardi, rilevo ancora una volta che i pregiudizi, come quello del ” fascismo buono “, sono duri a morire, anche quando confliggono con la realtà storica . Sarei curioso di sapere in che modo e quando il fascismo avrebbe dimostrato un “altissimo senso dello Stato” ; parimenti, sarei curioso di sapere quando sarebbe – sempre secondo l’On. Lombardi – cominciata le “degenerazione”, se prima o dopo gli incendi delle Case del popolo, le aggressioni, le botte e le purghe a chi veniva considerato antifascista, la marcia su Roma, la progettata occupazione del Parlamento, gli omicidi compiuti già prima che il fascismo salisse al potere; e, magari, se prima o dopo le leggi razziali. Se quella del ” fascismo buono” può essere ancora considerata una tesi proponibile, c’è da chiedersi cosa si insegni nelle scuole e su quali fondamenta riposi la cultura di certi esponenti politici“.

 

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