Movimento 5 Stelle. Largo allo "sceriffo" Pizzarotti | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Movimento 5 Stelle. Largo allo “sceriffo” Pizzarotti

A Parma, città dove alle recenti amministrative ha vinto come sindaco Pizzarotti del Movimento 5 Stelle, si è deciso di dichiarare guerra alla “movida”. Pizzarotti ha deciso di diventare uno “sceriffo” e di firmare un ‘ordinanza per cui non potranno essere venduti alcolici da asporto dalle 21,00 alle 7,00 del mattino.

Il Movimento 5 Stelle dovrebbe, almeno a sentire i giovani militanti che ne fanno parte, rappresentare il “volto nuovo” dell’Italia, quello che combatte la vecchia mentalità e le vecchie pessime abitudini dure a morire. Dovrebbe. A Parma nelle recenti elezioni amministrative si è imposto come primo cittadino il sindaco Pizzarotti, il primo sindaco di una città importante appartenente al movimento del comico genovese. Tralasciando tutte le problematiche e le lungaggini che ha dovuto cercare di risolvere una volta eletto, Pizzarotti ha finalmente mostrato il suo volto da “sceriffo” di fronte a tutti. Il primo cittadino dei 5 Stelle ha infatti deciso di dichiarare guerra alla movida nella città emiliana, e dire che dovrebbero esserci ben altri problemi da affrontare prima! Pizzarotti però vuole indossare l’uniforme da duro e ha firmato un’ordinanza del 23 luglio scorso per la quale i locali di alcune vie del centro (in primis la centralissima via D’Azeglio) non potranno vendere per asporto nessun tipo di alcolici dalle 21 alle 7 del mattino. A partire dal 23 luglio quindi a Parma si potrà sorseggiare un alcolico solamente “nell’area di pertinenza”, ovvero dove ci saranno eventuali tavolini. Come ha scritto Massimo Capuccini su “Pubblico”: “Chi si aspettava nuove idee alla soluzione di vecchi problemi è con ogni probabilità rimasto un po’ deluso: lo strumento proposto dal sindaco Pizzarotti in sé non rappresenta nulla di nuovo rispetto alle tante ordinanze di questo genere spuntate un po’ in tutta Italia e tutte accomunate da una sostanziale inefficacia rispetto all’obiettivo prefissato di porre un limite agli eccessi che si verificano in alcune zone dei centri storici ad alta densità di locali, in termini di rumore e ordine pubblico“. ovviamente i titolari degli esercizi sono venuti a sapere di quest’ordinanza solo tramite la stampa, e non hanno mai potuto dire la loro confrontandosi con il sindaco. E dire che proprio il M5S aveva detto che avrebbe inaugurato un “modo nuovo” di fare politica. Continua Capuccini su Pubblico: “E sì che di elementi da mediare ce ne sarebbero stati visto alcuni contenuti del documento che hanno lasciato perplesso più di un esercente. A cominciare dal passaggio in cui si specifica che ‘i titolari o gestori delle attività di cui sopra sono responsabili della corretta applicazione di quanto disposto e dovranno adottare, nei confronti dei propri avventori, le necessarie misure di controllo‘ “. Coloro che non osserveranno queste direttive dovranno pagare multe salate e anche rischiare la chiusura dell’esercizio per tre giorni in caso di recidiva. “Basta immaginare un barista che ogni 5 minuti esce dal locale per verificare che la gente con in mano un bicchiere sia seduta al tavolo per capire lo stato d’animo dei commercianti“, continua ancora Capuccini. Difficile capire come comportarsi nei confronti di giovani che si potrebbero portare da bere da casa e poi potrebbero dichiarare di averlo comprato nei locali. Insomma almeno per il momento questo “nuovo” corso del M5S sembra davvero simile al vecchio.

 

 

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