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giovedì , 14 dicembre 2017
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Mussolini, Grillo, Berlusconi e i “complotti” internazionali

Da sempre gli uomini del momento in Italia si scagliano contro la stampa internazionale che osa avanzare critiche nei loro confronti. Ricorderete Berlusconi e le critiche nei suoi confronti di mezza Europa, ora è Beppe Grillo a essere nell’occhio del ciclone, e i grillini reagiscono urlando al complotto.

grillo

Vi ricorderete di qualche mese fa, quando alle redini del Paese si trovava ancora, come sempre, Silvio Berlusconi. All’epoca il Cavaliere ne aveva fatta un’altra delle sue, al punto che mezza Europa era arrivata a prendere le distanze dal presidente italiano. Quasi tutta la stampa internazionale, basti pensare al The Economist (non certo la Pravda) avevano messo alla berlina il Cavaliere, augurandosi una sua prossima uscita di scena. All’epoca tutto il centrodestra si era però stretto intorno al suo campione, parlando dell’ennesimo complotto comunista e bolscevico ordito da cospiratori internazionali. Come a dire che criticare Berlusconi significa essere automaticamente in cattiva fede perchè lui, l’unto dl signore, è per sua stessa natura incriticabile, perfetto. Lo schema del leaderismo ritorna, volente o nolente, anche nel Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, movimento politico vittima delle sue stesse contraddizioni che però nelle elezioni politiche del febbraio 2013 è riuscito a diventare il primo partito italiano. Grillo a parole sostiene di non essere il leader del movimento ma, de facto, svolge proprio quel ruolo, andando in pubblico e parlando a suo nome con il suo consueto carisma. Guai però a toccarlo, il loro leader, che subito a migliaia arrivano su internet come novelli squadristi a difendere a spada tratta l’ex comico genovese.

Il quotidiano The Spectator ha voluto questa volta prendere posizione in modo chiaro, paragonando direttamente Grillo a Benito Mussolini. Sono arrivati tardi i giornalisti britannici, verrebbe da dire, perchè in Italia siamo in molti ad aver, in tempi non sospetti, aperto un dibattito sulle ambiguità parafasciste (inconsapevoli o meno) incarnate dal Movimento Cinque Stelle e da Grillo. Al posto di prendere sul serio l’articolo pubblicato da Nicholas Farrell, i grillini hanno preferito urlare al solito al complotto del potere per silenziare il movimento, perdendo così l’ennesima buona occasione di affrontare una riflessione critica sui fini, sugli obiettivi, e sulla natura del Movimento. Così si erge un muro di fronte alle critiche, urlando al complotto esterno per rinsaldare la coesione interna, un pò come il complotto “bolscevico-pluto-giudaico-massonico” evocato dal fascismo mussoliniano. Insomma al posto di prendere le analisi di giornalisti e storici italiani e stranieri sul serio, cercando di confutare le accuse punto per punto, i grillini preferiscono metterla in gazzarra, urlando in modo da far apparire i fatti reali in seconda fila.

Ma cosa ha scritto Nicholas Farrell sul The Spectator? Il paragone del giornalista britannico è semplice: “Il comico Beppe Grillo, come il dittatore fascista Benito Mussolini prima di lui, ha voglia di impossessarsi della piazza e di ipnotizzare la folla. Quando i giovani italiani cantavano il mantra ‘Duce, Duce’, ora cantano ‘Beppe, Beppe’. Ma il sobillare un gran numero di persone non è l’unica cosa che hanno in comune il calvo Benito e l’irsuto Beppe. Purtroppo per l’Italia e per l’Europa (dove la democrazia sembra incapace di risolvere la crisi esistenziale), c’è molto più di questo.” Dall’estero dunque, da dove ci guardano e ci giudicano continuamente, l’ascesa di Grillo viene vista come una sorta di fascismo del XXI secolo, consapevole o inconsapevole che sia. Strano, e dire che i grillini ci avevano accusato di essere dei comunisti faziosi e ignoranti; evidentemente siamo in tanti, e in tutta Europa, a far parte del “complotto”. Ma Farrell continua: “Beppe Grillo ha fondato il Movimento Cinque Stelle a Milano il 4 ottobre del 2009. La lettera V, che ritorna nel simbolo, rimanda alla parola ‘Vaffa’. Urla: ‘Arrendetevi, siete circondati’,una frase tradizionalmente utilizzata dai fascisti italiani. Ora a quattro anni dalla sua fonazione, il suo movimento è il più grande partito nella Camera. Questo non è, insiste il ‘fascista della foresta’, un partito. E’ un movimento. I partiti, insiste, sono il problema e non la soluzione“. Dunque non siamo pazzi, o meglio non solo noi siamo pazzi, in tutta Europa sentono la puzza acre, e anche un pò fastidiosa, del fascismo.

beppe

Come ci ricorda Farrell, attento conoscitore della storia del nostro Paese, evidentemente ben di più di alcuni nostri compatrioti, Mussolini ha fondato il suo partito dei Fasci di Combattimento a Milano, il 23 marzo del 1919, e nemmeno quattro anni dopo era il primo ministro. Anche Mussolini parlava del fascismo non come di un partito, ma come di un movimento, e anche lui parlava dei partiti come di un problema, e non della soluzione. Farrell ricorda come il fascismo sarebbe stato un antipartito di spiriti liberi che rifiutavano di venire etichettati nei dogmi e nelle dottrine dei partiti. Questo è esattamente quello che Grillo dice del suo Movimento, e sfidiamo i grillini a dire il contrario. Sempre The Spetctator ricorda che Grillo qualche anno fa aveva cercato di partecipare allalottaper la leadership del PD, che però non gli permise di farlo. Insomma, secondo Farrell esiste un qualcosa di profondo che lega Grillo a Mussolini: l’odio nei confronti del Parlamento e dei politici che lo affollano. Il dittatore fascista, ha ricordato Farrell, parlava di portare i bivacchi dentro l’aula sorda e grigia del Parlamento, e il comico genovese sembra utilizzare lo stesso identico linguaggio. Curiosamente il giornalista britannico vede anche una analogia tra i viaggi in treno su e giù per l’Italia di Mussolini e i viaggi in camper di Beppe Grillo.

Io non ho inventato il fascismo, l’ho tirato fuori dal popolo italiano“: sono parole pronunciate da Benito Mussolini. Anche Grillo sostiene di non aver inventato il suo movimento, sostiene di aver creato il contesto per farlo crescere. Durante la campagna elettorale, ricorda sempre Farrell, Grillo non ha concesso alcun intervista a giornali e tv, perchè tv e giornalisti vengono considerati dei “nemici”, esattamente come faceva il Duce. “Il Fascismo era una religione civica e il Duce il suo Dio. Il MoVimento 5 Stelle è una setta, con Grillo come Guru, e come tutte le sette non ha una sede reale. Il suo quartier generale non è reale ma virtuale, il blog di Beppe”. Come ai tempi del fascismo inoltre, ci si trova in una situazione di crisi economica e di corruzione, l’humus perfetto per la crescita di un movimento populista come questo.

Quello che però Farrell sbaglia clamorosamente è la comprensione della vera natura del fascismo. In Gran Bretagna e nella cultura anglosassone si continua in modo completamente folle e sbagliato a ritenere il fascismo un movimento per certi versi di “marxista”. Nulla di più sbagliato e lontano dalla realtà, e in questo senso condividiamo coloro i quali invitano i britannici a farsi gli affaracci propri. Detto questo invitiamo i grillini a prendere in seria considerazione queste teorie e questi punti di contatto e di utilizzare queste critiche in modo costruttivo, evitando quindi di darci ragione. Noi non pensiamo che il Movimento Cinque Stelle sia un movimento fascista (inconsapevole ovviamente), almeno non ancora. Abbiamo però seri dubbi in merito, e speriamo che i grillini ci aiutino a superarli.

Il Tribuno.

LEGGI L’ARTICOLO ORIGINALE DEL “THE SPECTATOR”

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  1. Più che Mussolini Pacciani (é anche più recente).

  2. Passando per “Topo Bhagwan (Raj)neesh)” e la sopportazione degli schiavi del piccolo schermo (che noia).

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