Nord Corea chiede scuse Usa per le accuse su "Sonyleaks"Tribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Nord Corea chiede scuse Usa per le accuse su “Sonyleaks”

Nord Corea chiede scuse Usa per le accuse su “Sonyleaks”

Dopo “Sonyleaks” e lo scandalo del film “The Interwiew” ritirato dal mercato dalla Sony a seguito delle minacce ricevute da un gruppo di hacker, Washington ha accusato subito Pyongyang ma Kim Jong-Un non ci sta e ha domandato scuse per le accuse americane proponendo un’indagine congiunta per mostrare la propria estraneità.

Dopo le accuse di Barack Obama e della Casa Bianca nei confronti della Nord Corea in merito alla vicenda denominata @Sonyleaks ecco che la risposta di Pyongyang non si è fatta attendere. Prima Kim Jong-Un ha negato ogni addebito proponendo addirittura di costruire una indagine congiunta per verificare l’estraneità della Nord Corea ai fatti, poi ha chiesto ufficialmente agli Stati Uniti delle scuse per le accuse e le voci che circolavano riguardo la responsabilità di Pyongyang, ammonendo che alla risposta “proporzionale” promessa da Obama farebbe seguito una ancora più severa rappresaglia. In teoria l’Fbi aveva detto di disporre di prove sul coinvolgimento della Nord Corea ma Pyongyang ha accusato l’Fbi di non aver basato il proprio giudizi si fatti e sulle prove scientifiche. Anzi senza troppi giri di parole le autorità nordcoreane hanno accusato gli Stati Uniti di aver letteralmente fabbricato delle prove e hanno accusato le autorità americane di comportamento da gangster. Per avvalorare la tesi della buonafede della Nord Corea come abbiamo già detto in un primo momento era stata proposta agli Usa la possibilità di aprire una indagine congiunta, un modo per provare che Pyongyang era completamente estranea : “Un modo per provare che non abbiamo niente a che fare con il caso senza utilizzare la tortura come fa la Cia“. Per tutta risposta il portavoce della Sicurezza Nazionale degli Usa, Mark Stroh, ha detto che il governo della Nord Corea potrebbe aiutare solo riconoscendo la propria colpa e risarcendo la Sony per i danni procurati.

Il problema è che secondo Pyongyang sarebbe proprio Obama che vorrebbe utilizzare la questione del Sonyleaks per inaugurare una crociata in grande stile contro la Nord Corea, e infatti proprio le autorità nordcoreane hanno emesso un comunicato nel quale si chiedono se Obama sarà in grado di coprire i crimini che ha commesso nel tentare di falsificare la verità e trasformare il bianco in nero. Proprio Obama ci era andato giù pesante accusando la Sony di aver sbagliato nel non averlo consultato prima di decidere di ritirare dalle sale il film incriminato. Da parte sua, e questo non si legge molto nei quotidiani mainstream occidentali ma è riportato ad esempio in quelli russi, Pyongyang accusa gli Stati Uniti di essere stati coinvolti attivamente nella produzione di “The Interwiew”, che sarebbe stato scritto e concepito secondo le linee guida del Dipartimento di Stato Usa. Insomma Pyongyang ha accusato Washington di produrre e distribuire film per destabilizzare i paesi ostili in giro per il mondo e modificare l’opinione pubblica in modo da fare poi accettare anche soluzioni militari.

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