Napoli contesta la Bce, la polizia caricaTribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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Napoli contesta la Bce, la polizia carica

Napoli contesta la Bce, la polizia carica

La nostra “democrazia” ha accolto con gioia le presunte “rivoluzioni” in Libia, Siria, Ucraina e ora ad Hong Kong; viceversa i manifestanti italiani vengono trattati alla stregua di terroristi con lo stesso diritto a manifestare che viene messo a repentaglio. A Napoli la polizia ha caricato il corteo indetto per contestare il vertice della Bce nella città partenopea che ha coinvolto più di cinquemila persone, molte delle quali sono scese in piazza con la maschera di Pulcinella. 

I giornalisti spaventati hanno commentato le notizie del corteo anti-Bce a Napoli con il consueto tono allarmato, come se stessero assistendo a una manifestazione terroristica organizzata contro il potere costituito. Una grande enfasi viene data ai poveri negozianti spaventati che hanno chiuso le vetrine per paura di eventuali scontri, e la solita inviata di Rai News sembra quasi spaventata a morte dalla possibilità dell’arrivo dei “soliti” infiltrati, quei black block che piacciono sempre tanto alla carta stampata. E alla fine i tanto attesi e desiderati scontri si sono verificati con gli agenti che hanno colpito in modo alquanto inspiegabile i manifestanti con l’idrante, scatenando così il lancio di alcuni oggetti da parte di alcuni di essi. Si trattava di oltre cinquemila persone scese per le strade della città partenopea per contestare il vertice della Bce indetto in quel di Napoli. Una manifestazione di rabbia, ma anche di speranza perchè migliaia di persone si sono incontrate in piazza per discutere dei loro problemi e sensibilizzare l’opinione pubblica sul significato della loro protesta.  Alla fine la polizia ha anche lanciato i lacrimogeni, e come al solito della giornata rimane solo questo: gli scontri, gli stessi scontri che però ai giornalisti piacciono molto quando si verificano in paesi “nemici” dell’Occidente.

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La cronaca della giornata comunque ci dice che un gruppo di manifestanti si è poi staccato dal corteo per puntare verso la Reggia di Capodimonte a Napoli, il luogo dove si è tenuto il vertice, e ha lanciato bottiglie e fumogeni contro le vetrine di un’agenzia del Banco di Napoli di via Colli Aminei. Altri manifestanti hanno cercato di raggiungere il muro della Reggia per scavalcarlo ma le forze dell’ordine hanno attuato un’azione di respingimento utilizzando gli idranti. Insomma una giornata di tensione con i fatti di cronaca, peraltro niente di straordinario, che ancora una volta vengono utilizzati per coprire le reali motivazioni della protesta. Sono stati molti i napoletani che hanno applaudito dai balconi al passaggio del corteo, e sono sempre di più quelli che iniziano ad accorgersi dei due pesi e due misure che vengono utilizzati dai nostri media per descrivere quello che accade nel mondo. Ora gli italiani sanno che se gli ucraini o i cinesi minacciano di occupare i palazzi del potere diventano “eroi per la democrazia”, se lo fanno gli italiani diventano “terroristi”. Ma che i media facessero gli interessi proprio della Bce, è il “segreto di Pulcinella”

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