Napolitano bis. Alleanze, spaccature e retroscena della rielezioneTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Napolitano bis. Alleanze, spaccature e retroscena della rielezione

Alla sesta votazione delle 15 di oggi Napolitano è stato rieletto Presidente della Repubblica. Dopo la debacle totale del Partito Democratico i dirigenti del centrosinistra, di comune accordo con i moderati, hanno optato per la rielezione di Napolitano. Infuriati i militanti: dopo due tornate elettorali non è cambiato nulla.

Fonte: Oltremedianews

Dopo le cinque fumate nere, dopo aver bruciato Marini, Prodi e Cancellieri e dopo le dimissioni di Rosy Bindi e Pierluigi Bersani, il centrosinistra e il centrodestra trovano l’accordo sul nome del “nuovo” inquilino del Quirinale. Giorgio Napolitano ha accettato infatti la richiesta bipartisan di essere rieletto come Capo dello Stato in quanto unica figura condivisa da tutte le forze politiche, eccezion fatta per il Movimento 5 Stelle che già grida al golpe.Non ce la fa dunque Stefano Rodotà, voluto con gran forza dai grillini, Sel e dai militanti del Pd, ma su cui è pesato moltissimo il veto della dirigenza dei democratici, della destra e dei cattolici. In particolare, secondo molti elettori, il suo nome avrebbe messo paura alla “vecchia politica” in quanto figura di altissimo profilo e di ferrea onestà e dal momento che sarebbe stato sicuramente meno accondiscendente di Napolitano sulle questioni del conflitto di attribuzione e di rispetto del principio di legalità. Ad ogni modo il dado è stato tratto: Pd e Pdl a braccetto hanno estromesso i grillini e ignorato le richieste della folla che da giorni è accampata fuori Montecitorio rieleggendo l’ex migliorista Napolitano, primo caso di doppio mandato nella storia della Repubblica italiana.

Tuttavia pare che egli abbia accettato la sua ricandidatura solo dopo aver ottenuto la solenne promessa da parte di Pd, Pdl e Scelta Civica di impegnarsi concretamente per dare un governo all’Italia superando i propri malumori e mettendo da parte le inimicizie in nome del bene comune. Napolitano ha dichiarato ai suoi intimi di non potersi tirare indietro in questo momento di estrema necessità, ma intanto il ministro Fabrizio Barca, possibile successore di Bersani, ha sollevato un polverone in casa dei democratici con un tweet in cui definisce “inconcepibile” la scelta del Pd di non votare il Prof. Rodotà. Di diverso avviso l’ormai ex segretario del Pd Bersani che si è mostrato entusiasta della rielezione di Napolitano in quanto unica personalità capace di indicare la strada ai partiti. Questa situazione potrebbe oltretutto condurre ad una scissione nel centrosinistra tra il Pd e Sel, che invece ha garantito i suoi voti a Stefano Rodotà sin dall’inizio delle votazioni. Proprio oggiFranco Giordano (Sel), dopo un incontro con Nichi Vendola, ha riferito ai nostri inviati presso la piazza di Montecitorio che l’8 maggio ci sarà una manifestazione nazionale per la nuova sinistra, proprio a sottolineare la distanza tra Sel e Pd in questo momento.

La cosa che più fa riflettere in questo momento è l’assoluta mancanza di un cambiamento dopo le votazioni per il Parlamento e per il Quirinale. Tanto prima del voto quanto oggi la maggioranza parlamentare risiede ben salda nelle mani di Pdl e Pd sotto l’egida di Napolitano; il voto degli elettori italiani non ha sortito alcun cambiamento nella conformazione delle istituzioni sottoposte a votazione. Come ha detto oggi pomeriggio Rodotà, gli italiani non chiedono altro se non la democrazia, cosa che oggi è decisamente venuta meno.

In molti imputano questo triste dato all’incapacità dei partiti vincitori di trovare un accordo, ma a ben vedere Pd e Pdl, nonostante gli apparenti attriti, bisogna riconoscere che non si siano mai allontanati nemmeno di un centimetro. L’unica differenza sostanziale sta nell’abdicazione di Bersani ancora non si sa bene in favore di chi, ma c’è da scommettere che i sergenti di ferro del partito stiano già lavorando da tempo a fari spenti. Con buona pace di Vendola, quindi, siamo tutto tranne che fuori dalla seconda Repubblica (come aveva detto qualche giorno fa il leader di Sel n.d.r.) e anzi la gerontocrazia italiana è al potere in modo più saldo che mai visto che è persino riuscita ad annichilire il senso di due tornate elettorali. Di questo è avviso sono i moltissimi elettori di tutti i colori politici che questo pomeriggio hanno scaldato l’aria di piazza Montecitorio chiedendo a gran voce l’elezione di Rodotà.

Una volta esauritasi la frenetica schizofrenia della politica sarà certamente opportuno interrogarsi sul senso della liberal-democrazia italiana e sul suo conclamato fallimento.

 Fabrizio Leone

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top