Donne straniere presentano progetto terapeutico per "razzisti, sessisti e immigratofobici"Tribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Nasce a Bologna un corso per educare “razzisti, sessisti e immigratofobici”

L’idea nasce a Bologna dove l’associazione Annassim di donne native e migranti delle “due sponde del Mediterraneo” ha lanciato un progetto di incontri terapeutici per  rieducare “razzisti, sessisti, immigratofobici”.

Veri e propri incontri terapeutici per provare a guarire “leghisti e non” da razzismo, sessismo e immigratofobia. Un’idea geniale che è venuta all’associazione Annassim di Bologna, fondata nel 2003 da un gruppo di donne “delle due sponde del Mediterraneo” per favorire il confronto e il dialogo tra appartenenti alle diverse culture”, per contrastare “esclusione sociale” e “conflittualità violenta”. Dal momento che razzismo significa fondamentalmente tanta ignoranza, il gruppo Annassim vuole spiegare questo concetto  alla cittadinanza rispondendo all’ignoranza proprio con la conoscenza. Da qui l’idea di creare veri e propri corsi di riabilitazione tenuti dalle volontarie tra le quali ci sono psichiatre, docenti, antropologhe e esperte di comunicazione. La scelta dell’associazione è stata quella di scegliere il razzismo di stampo leghista come paradigma del problema socioculturale dell’Italia. A far venire l’idea i continui attacchi della Lega Nord al ministro dell’Integrazione Cècile Kyenge, tutti ricorderanno la frase dell’ex consigliera di quartiere a Padova che aveva scritto su Facebook: mai nessuno che se la stupri”; ma anche il paragone vergognoso operato dal vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, che dal palco di Treviglio spiegò: “quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare, anche se non dico che lo sia, alle sembianze di un orango”. Da qui l’idea di dare avvio a corsi che non costeranno niente al Comune di Bologna. Il problema  è drammatico sul piano culturale, politico e sociale. Sappiamo che non ci sono scuse che bastino per azioni che istigano all’odio e alla violenza, ma non possiamo essere indifferenti di fronte alla stupidità e all’ignoranza”, hanno spiegato in una nota. Come prevedibile la Lega Nord di Bologna ha risposto facendo l’unica cosa che sa fare, sbraitando e suggerendo “corsi di educazione civica per rom e immigrati, che hanno addirittura la pretesa di venire a insegnarci le regole, in casa nostra”. Parole dal sapore quasi fascista quelle del consigliere comunale e regionale del Carroccio, Manes Bernardini: “a quanto pare il sodalizio di immigrate ha presentato domanda di contributo in Comune per l’iniziativa scaccia-leghisti. Attendiamo al varco il sindaco Virginio Merola, ci dica quali intenzioni ha. Se prova a mettere mano al portafoglio pubblico per dare anche solo un euro di contributo a questa roba siamo pronti alla guerra”.Cattivi noi? Siamo fin troppo buoni”. Anzi, conclude Bernardini, “ci battiamo per il rispetto delle regole, chi ce l’ha con noi per questo motivo, evidentemente, preferisce l’anarchia”. Si mettano il cuore in pace le povere ragazze dell’Annassim, cercare di rieducare i leghisti è purtroppo tempo perso.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/ilfattoquotidiano/8175105465/”>Il Fatto Quotidiano</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

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