Nasce il Califfato Islamico nel cuore del Medio OrienteTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Nasce il Califfato Islamico nel cuore del Medio Oriente

La formazione jihadista dell’Isis ha appena annunciato la nascita del Califfato Islamico tra Iraq e Siria. Un vero e proprio Stato confessionale che è nato anche e soprattutto grazie all’appoggio che l’Occidente ha dato indirettamente o meno ai jihadisti nella guerra contro Assad.

Si può essere dei detrattori o meno di Bashar al-Assad in Siria ma sicuramente a Damasco non si può certo dire che si trovi un Califfato jihadista. Eppure da tre anni e mezzo a questa parte l’Occidente, con Stati Uniti, Turchia e paesi del Golfo in prima fila,  hanno soffiato sopra le ceneri delle “Primavere Arabe” non lesinando anche ad appoggiare estremisti islamici di vario genere pur di fare i propri interessi nelle regioni in questione. Un gioco pericoloso che ha portato al rafforzamento dei gruppi più estremisti che, ad esempio in Siria, sono finiti per diventare egemoni nel campo dell’opposizione ad Assad, al punto che molti membri dell’opposizione laica si sono trovati nella paradossale situazione di finire per voltare le spalle a una rivoluzione che è diventata molto diversa da quella del 2011. Oggi dopo tre anni e mezzo di guerra Damasco ha resistito agli assalti jihadisti e ha ripreso quasi totalmente il controllo del suo territorio, ma non per questo la minaccia degli estremisti islamici è scemata, anzi, le bande jihadiste sono diventate sempre più efferate ed estremiste e hanno esteso la loro azione anche in Iraq grazie all’azione dell’Isis, formazione jihadista che si sottrae al controllo anche di Al Qaeda e ha come obiettivo la formazione dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante. Inutile dire che l’Isis era attivo da diversi mesi e che quindi la sua avanzata verso Baghdad è sospetta sotto più di un aspetto dal momento che appare quantomeno bizzarro che la Casa Bianca non ne sapesse assolutamente nulla. Guardacaso Kerry è arrivato come un condor nella capitale irachena a dare disposizioni al premier Al-Maliki, non fosse che il governo sciita di Baghdad già gode dell’alleanza con Teheran, Hezbollah e Damasco, oltre che di ottimi rapporti con Mosca.

La novità però, oltre all’avanzata dell’Isis verso il cuore dell’Iraq, è che nella giornata di oggi è stata dichiarata la formazione del Califfato Islamico nei territori occupati dall’Isis a cavallo tra Iraq e Siria. Abu Bakr al-Baghdadi, leader dell’Isis, è il Califfo dello Stato Islamico così costituito, la cui formazione peraltro è stata comunicata mediante la diffusione di un filmato su internet, proprio il giorno dell’inizio del Ramadan. Tutto questo avviene sotto gli occhi del mondo, e mentre gli Stati Uniti la scorsa estate erano in procinto di bombardare Damasco (dove le donne possono girare in minigonna e studiare), ora non sembrano così smaniosi di intervenire a difesa della popolazione irachena, lasciata così alla mercè di bande di fanatici che crocifiggono e giustiziano tutti quelli che non la pensano come loro. L’esercito iracheno comunque, coadiuvato da truppe di elite iraniane, ha lanciato una controffensiva sulla direttiva di Tikrit, la cui periferia è stata riconquistata da colonne di blindati dell’esercito regolare. Secondo un comunicato del Ministero della Difesa iracheno le forze armate avrebbero liberato dalle forze ribelli la strada che da Samarra porta a Tikrit e i villaggi circostanti. Tutto questo mentre da Mosca sono in arrivo diversi caccia Sukhoi per permettere a Baghdad di bombardare le postazioni dell’Isis. La responsabilità di tutto questo è comunque da addebitare alla volontà deliberata dell’Occidente di manovrare forze incontrollabili e pericolose pur di conseguire, ad ogni costo, i propri obiettivi.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top