Nasce il Comitato dei comunisti per la difesa della CostituzioneTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Nasce il Comitato dei comunisti per la difesa della Costituzione

Nasce il Comitato dei comunisti per la difesa della Costituzione

Abbiamo fatto qualche domanda a Gianluca Farris, il presidente del Comitato Popolare Piemontese per promuovere NO al Referendum di revisione costituzionale e per trasformare il “No” a Renzi in un “No” anche a questa Unione Europea..

-Avete creato un Comitato per promuovere iniziative pubbliche, studi e ricerche storiche sulla Costituzione della Repubblica Italiana. Come mai proprio ora?

Il nostro essere Marxisti-Leninisti non e’ di facciata come altre organizzazioni che si richiamano al Comunismo. Noi pensiamo che l’unica soluzione per trasformare la società capitalista sia il suo abbattimento in tutti i sensi. Riteniamo che solo il Socialismo possa davvero costituire il radicale cambiamento, siamo ben consci quindi che la Costituzione ha rappresentato e rappresenta tutt’ora un elemento di progressismo incontestati bile, tuttavia non possiamo negare che la carta e’ stata costruita sulla base del sistema che noi vorremmo abbattere, il capitalismo appunto.

Nel contempo ci rifacciamo a quegli uomini e a quelle donne protagonisti della resistenza che con i loro sacrifici hanno permesso un passo in avanti del nostro paese consentendo i primi presupposti per un paese piu’ “giusto”.

La carta e’ gia’ stata violata da molti anni, siamo certi che “l’interventismo” di alcuni sia una soluzione di facciata, a destra e a sinistra, tuttavia il Comitato si muove su un doppio binario, difesa di cio’ che e’ rimasto della carta e lotta serrata contro UE e NATO, ecco perche’ ora.

Se come dite i Trattati europei costituiscono una sovrastruttura politica inconciliabile con l sistema democratico-rappresentativo repubblicano e con la nostra Costituzione, quali sono le vostre proposte?

Risposta: L’inconciliabilità è palese, non vederla o fingere di non vederla è atteggiamento complice. Perché la UE non è un governo di popoli, ma un governo di banche e monopoli capitalistici. Poi, se ce ne fosse stato il bisogno, ma non c’era, il risultato del Brexit ha fatto venir fuori tutta l’antidemocraticità che la UE emana. Dichiarazioni a dir poco scandalose sulla necessità di selezionare l’elettorato, sul pericolo della caduta delle Borse o di catastrofi di ogni genere, l’hanno detta lunga. Il messaggio è chiaro: il popolo non può e, soprattutto, non deve poter decidere!

Le nostre proposte sono per il ripristino della sovranità democratica e popolare, il rigetto del Patto di Stabilità e Crescita, la nazionalizzazione delle banche.

Pensate che il referendum di ottobre possa in qualche modo rappresentare uno spartiacque? Se sì, in che modo?

Perché, di fatto, è il primo vero banco di prova a cui il governo Renzi è sottoposto.L’incarico avuto dall’allora Presidente della Repubblica (ora senatore a vita e Presidente emerito) Giorgio Napolitano, che in una recente intervista ha dichiarato che la sua presidenza Bis era stata votata per portare avanti il progetto di riforme del paese (imposte e/o consigliate dall’UE), è stato frutto di maneggiamenti politici. A tale proposito, bisogna ricordare che la Corte Costituzionale si pronunciò contro la legge elettorale con il quale fu eletto il parlamento che rielesse il Presidente della Repubblica, il quale a sua volta nominò Renzi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Questo referendum è frutto delle imposizioni UE in materia di costituzioni nazionali che, se non smantellate, devono essere modificate.

Un risultato negativo a questo referendum metterebbe a rischio la tenuta del governo, che sarebbe costretto a dare le dimissioni.

 -Come mai anche forze da sempre contrarie allo spirito della nostra Costituzione ora si ergono a suoi difensori?

Per questioni di opportunismo legate alla (finta) fine del patto del Nazareno e alla nuova legge elettorale, su cui si erano accordati Renzi e Berlusconi.Forza Italia finge opposizione ma di fatto sostiene il governo, verrebbe da citare Lenin: “come la corda sostiene l’impiccato“, perché il suo obiettivo è quello di essere l’unica alternativa al PD.

Le forze comuniste hanno partecipato attivamente alla stesura della Costituzione eppure oggi vengono considerate come dei paria all’interno della democrazia. Cosa fare per ripristinare la verità storica?

Ricominciare con le lotte storiche proprie del movimento comunista. Quello che viviamo è un periodo fortemente reazionario e controrivoluzionario, in tutto il continente le masse lavoratrici sono messe a dura prova da costanti attacchi al fine di cancellare i diritti sociali acquisiti in passato. A tal proposito, paradossale la dichiarazione che qualche anno fa fece colui che viene definito l’Oracolo di Omaha, Warren Buffett, secondo cui: “C’è una lotta di classe, è vero, ma è la mia classe, la classe ricca, che sta facendo la guerra, e stiamo vincendo”.  E non dimentichiamo le controriforme antidemocratiche e antipopolari attuate negli ultimi decenni dai governi.

Tenendo presente questo scenario e consci degli errori compiuti, non solo negli ultimi venticinque anni, dal movimento comunista e di Sinistra, bisogna rimboccarsi le maniche e ricominciare a lottare. Senza dubbio, si tratta di un lavoro duro e arduo ma che è necessario intraprendere.

 Quali saranno le future iniziative del Comitato Piemontese per sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi?

Per i prossimi mesi sono in programma presidi nelle principali città piemontesi, nei quali saranno illustrati, a mezzo volantino, i motivi del nostro NO e poi attraverso il dialogo con le persone a cui si cercherà di spiegare la questione con semplicità e chiarezza. Nel mese di settembre nell’ambito della festa comunista a Torino organizzeremo un convegno su questi temi. Inoltre e’ prevista a partire dai prossimi giorni una PETIZIONE da far firmare ai/alle cittadini/cittadine piemontesi

L’ordine del giorno sara’ per tutta la campagna “trasformare il referendum contro Renzi in un referendum contro l’Europa”

Tribuno del Popolo

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