Nasce il "Global Day Action" per chiudere GuantanamoTribuno del Popolo
venerdì , 18 agosto 2017
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Nasce il “Global Day Action” per chiudere Guantanamo

Attivisti di tutto il mondo si sono uniti nel “ Gitmo Global Day of Action” chiedendo finalmente la chiusura del centro di detenzione di Guantanamo e la liberazione dei detenuti. Il presidente Obama è stato accusato di non aver mantenuto le sue promesse mentre lo sciopero della fame e il nutrimento forzoso continuano.

Su Guantanamo le promesse da “marinaio” di Obama hanno fatto innervosire in molti. Anche per questo gli attivisti di tutto il mondo hanno deciso di realizzare e aderire una giornata di mobilitazione per chiedere la chiusura del centro detentivo più famoso al mondo. La campagna è coordinata dal Witness Against Torture group con cui collaborano anche altre organizzazioni dei diritti umani che vorrebbero lavorare insieme alla creazione di un Global Day of Action per chiudere Guantanamo e porre fine all’indefinita detenzione. La maggiore dimostrazione è avvenuta in quel di Washington, più precisamente nella centralissima Lafayette Square, proprio di fronte alla Casa Bianca. Altri cortei si sono tenuti in altre città americane tra cui New York, San Francisco e Chicago, mentre altri cortei si sono tenuti all’estero tra Monaco di Baviera, Città del Messico, Londra e Sydney. Il 23 maggio del 2013 Obama aveva di nuovo promesso la chiusura di Guantanamo ma la situazione nella prigione non è cambiata di una virgola. Ora, un anno dopo, tutti i gruppi che si occupano di diritti umani stanno ricordando a Obama la sua promessa mancata. Infatti a Guantanamo vengono sistematicamente violati i diritti umani con tanto di torture e di detenzioni indefinite e Obama promette la sua chiusura ormai dal 2007, quando affrontò la prima campagna elettorale.  Due anni dopo Obama firmava un ordine esecutivo per chiudere Guantanamo entro un anno, tuttavia stranamente la prigione è rimasta operativa. Nel 2011 eccolo firmare un altro ordine esecutivo che doveva creare un processo di revisione per i detenuti nel tentativo di analizzare i singoli casi. Secondo un gruppo per i diritti umani, “The World can’t Wait“, che ha firmato la campagna, la prigione di Guantanamo è stata sempre una cosa sbagliata e nessun governo “dovrebbe essere in grado di creare campi di tortura come questi“. A Guantanamo intanto va ancora in scena uno sciopero della fame dei detenuti che va avanti dal febbraio del 2013 come protesta da parte dei prigionieri contro la detenzione indefinita. Più di due terzi dei prigionieri di Guantanamo aveva rifiutato il cibo all’apice dello sciopero costringendo le autorità americane a utilizzare tecniche di nutrizione forzata con un procedimento definito “tortura” dalla Commissione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite.  Anche la Torture Abolition and Survivors Support Coalition (TASSC) International ha accusato l’amministrazione Obama di non rendere noti i report del Senato americano sulle pratiche di tortura della Cia e di non assicurare che non sia la Cia a decidere che informazioni possano essere rese pubbliche. Il campo di Guantanamo, ufficialmente aperto nel 2002 era stato costruito per contenere i prigionieri della Guerra Globale al Terrore che gli Usa hanno cominciato dopo l’11 settembre. 

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