Nazionalizzare! Socialismo? No, buonsensoTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Nazionalizzare! Socialismo? No, buonsenso

Nazionalizzare! Socialismo? No, buonsenso

Un Paese alla canna del gas. Telecom passa in mani di una società che ha il doppio dei debiti della stessa Telecom, Alitalia si appresta a prendere il volo, direzione oltre le Alpi e per una cifra assai minore di quella proposta nel 2008. All’orizzonte si prospettano ulteriori privatizzazioni eccellenti: Finmeccanica, Fincantieri, Eni, Enel, Poste e ferrovie.

Le privatizzazioni in Italia procedono che è un piacere, ma serviranno davvero a risollevare il Paese dalla palude che in cui PdL, PD e montiani lo hanno messo? Difficile, soprattutto considerando che quella delle privatizzazioni è la strada seguita da tutti gli ultimi governi in Italia, senza soluzione di continuità, e non si sono visti risultati positivi sulla situazione del paese.

L’ultima vittima illustre di queste tanto amate (da pochi) privatizzazioni è Telecom Italia.

Cosa faranno gli spagnoli? Di certo non gli interessi del popolo italiano. Probabilmente venderanno le partecipate in Sud America, una delle poche cose di Telecom Italia che valevano realmente e “dimenticheranno” la rete italiana a se stessa. Un bel grattacapo per tutti quei politici che si riempiono la bocca di paroloni altisonanti come “attirare gli investimenti esteri” e poi offrono a chi dovrebbe investire una rete colabrodo, di dieci anni fa se non oltre.

Prima che Telecom diventasse privata, cioè quando era pubblica, era un gioiello (italiano) e produceva utili. Da quando è stata privatizzata è andata sempre peggio: debiti su debiti per cercare di mantenere a galla un’azienda che ormai era diventato un pozzo senza fondo, nel quale qualsiasi investimento non trovava reale applicazione. La spiegazione di questo fallimento (annunciato) è molto semplice: un investitore compra Telecom, si riempie di debiti e per ripagarli vende ogni anno un pezzo dell’azienda ovviamente senza investire alcunché. Un’azienda demolita per pagare i debiti!

Nessuno si aspetta che l’Italia applichi un socialismo di mercato, basterebbe il buonsenso perché il nostro paese torni ad essere grande nel panorama politico mondiale: per farlo ha naturalmente bisogno di tutte le sue grandi aziende, dall’Enel all’Eni passando per Finmeccanica e compagnia.

Forse negli anni ’90 la parola “nazionalizzare” veniva etichettata come “nostalgia dei tempi passati”, ma oggi, quando molte delle più grandi aziende internazionali sono sotto controllo pubblico, e il mondo intero può vedere cosa questi colossi pubblici possono offrire, l’Italia deve tornare a dire la sua sulla scena mondiale grazie al settore statale e riappropriarsi delle aziende che mai avrebbe dovuto vendere.

Davide Busetto

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