Nazioni Unite contro l'Uruguay per la legalizzioneTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Nazioni Unite contro l’Uruguay per la legalizzione

Nazioni Unite contro l’Uruguay per la legalizzione

L’agenzia anti-droga delle Nazioni Unite ha criticato la decisione dell’Uruguay di legalizzare la produzione, la distribuzione e la vendita di marijuana in quanto violerebbe gli accordi internazionali sul controllo degli stupefacenti.

Pepe Mujica, il presidente più “povero” al mondo, ex guerrigliero e da sempre in prima fila per i diritti degli umili e di coloro che non hanno voce, si è speso molto per la legge sulla legalizzazione della marijuana in Uruguay, una misura volta, tra le altre cose, anche a inferire un grave colpo al narcotraffico. Si dovrebbe pensare che anche altri paesi guardino all’esperimento dell’Uruguay, magari prendendo spunto, e invece l’agenzia anti-droga delle Nazioni Unite ha fortemente e inspiegabilmente criticato la decisione. Il presidente della Giunta internazionale per il controllo degli stupefacenti (Incb), Raymond Yans, ha detto che l’Uruguay ignora l’evidenza scientifica sui rischi della marijuana per la salute di chi ne fa uso. Una enorme forzatura dal momento che la marijuana è sicuramente meno dannosa di altri “stupefacenti” legalizzati come il tabacco e gli alcolici.La convenzione sugli stupefacenti del 1961 impone agli stati di limitare l’uso della marijuana per scopi medici e scientifici, ha aggiunto Yans, citato dalla Bbc, ignorando in modo ottuso che da allora sono passati cinquant’anni nei quali sulla sostanza siamo venuti a conoscenza di molti dettagli in più. Secondo David Dadge, portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (Unodc), “è un peccato che, in un momento in cui il mondo è immerso in un continuo dibattito sul problema mondiale delle droghe, l’Uruguay abbia agito prima della sessione speciale dell’Assemblea Generale dell’Onu prevista per il 2016″. Di fronte a questi attacchi frontali all’Uruguay viene quasi da pensare che questi signori siano in malafede dal momento che è proprio la legalizzazione della marijuana a dare un duro colpo ai trafficanti di droga e a offrire un servizio ai consumatori, che ora almeno saranno sicuri della qualità e del prezzo. E’ ormai ampiamente provato come il proibizionismo abbia completamente fallito, e la legalizzazione permetterà all’Uruguay di risparmiare circa 60 milioni di euro all’anno finora impiegati in una inutile lotta al contrabbando e di limitare i contatti tra consumatori e spacciatori per diminuire anche la diffusione delle droghe pesanti. Guardacaso a contrastare la misura ci ha pensato la destra, ma ci sono anche personaggi illuminati negli Stati Uniti: Per me e per tutti quelli che lavorano nel mondo della riforma delle droghe è un giorno storico. L’Uruguay sta cercando un’alternativa a un modello che è fallito. Credo sia l’inizio della fine del modello proibizionista e l’avvio di un approccio più intelligente” è stato invece il giudizio di Hannah Hetzer, rappresentante dell’organizzazione statunitense Drug Policy Alliance (Dpa), che ha seguito i lavori del Senato di Montevideo. Insomma le Nazioni Unite sembrano non voler comprendere quello che invece è stato compreso da oltre 114 organizzazioni di diversi paesi, dalla  Caribbean Drug Abuse Research Institute, alla Rede Brasileira de Reducão de Danos e Direitos Humanos, che hanno scritto una “Lettera aperta” per sostenere che la strada intrapresa dall’Uruguay mette le basi di un nuovo paradigma per le politiche pubbliche sulle droghe”. Anche il Venezuela di Maduro ha approvato la decisione e ha promesso di prenderne spunto: Valuteremo lo sviluppo dell’applicazione di questa nuova legislazione coraggiosa e innovatrice” ha detto il ministro degli Esteri Elías Jaua.

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