Nè con Grillo, nè col Pd, nè con le destre. Un nuovo ruolo per i comunisti e per la sinistraTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Nè con Grillo, nè col Pd, nè con le destre. Un nuovo ruolo per i comunisti e per la sinistra

Nè con Grillo, nè col Pd, nè con le destre. Un nuovo ruolo per i comunisti e per la sinistra

L’Italia cola a picco e il web e i media si dividono tra i pro istituzioni (e Pd, Sel), e tra i pro Movimento Cinque Stelle, senza ovviamente contare quelli che continuano a riconoscersi nel centrodestra e della destra. Riteniamo che spetti ai comunisti e alle forze realmente di sinistra rimaste in Italia avere il coraggio di criticare gli uni e gli altri, in quanto tutti pericoli mortali per la nostra democrazia. 

Lo spettacolo vergognoso cui abbiamo assistito in parlamento negli ultimi giorni ha segnato uno dei punti più bassi nella caduta verso il baratro del nostro Paese e delle nostre istituzioni. Subito dopo la vicenda della “ghigliottina” che ha regalato miliardi alle banche private, e che noi abbiamo esecrato convintamente, il Movimento Cinque Stelle ha cominciato ad alzare i toni tenendo un comportamento che, non ce ne vogliano, ha ricordato davvero il primo fascismo, quello che voleva fare dell’aula parlamentare un bivacco per i manipoli del Duce. Dopo la ghigliottina e il vergognoso “Bella Ciao” intonato dai deputati del Pd, e dopo l’altrettanto vergognoso squadrismo mediatico dei Cinque Stelle, a dir poco patetici gli attacchi dei vari Messora e soci sul web, in molti, anche a sinistra, hanno ritenuto opportuno schierarsi, chi con le istituzioni e quindi con il Pd e con Sel, chi con il Cinque Stelle.

Noi, che teniamo da tempo una posizione critica (non da ieri) nei confronti del Pd e di Renzi in particolar modo, siamo stati i primi ad attaccare il governo Letta per le sue misure antipopolari, e siamo sicuramente d’accordo con Grillo quando parla di eclissi della democrazia. Detto questo la soluzione da lui proposta ci sembra sempre di più il “fascismo 2.0″ ovvero fornire soluzioni urlate e semplici a problemi complessi, fare irrompere la piazza dentro il Parlamento che, vista la cultura presente in Italia, significherebbe dare avvio appunto a un secondo fascismo. Viceversa identificare nel Cinque Stelle un serio pericolo per la democrazia non deve vuol dire automaticamente appoggiare le porcherie di Renzi e soci, non vuol dire farsi andare bene l’”opposizione di sua maestà” di Sinistra e Libertà, nè avallare in alcun modo le politiche neoliberiste che stanno travolgendo il Paese.

I comunisti, nonostante i media in vent’anni di nuovo maccarthismo abbiano fatto capire il contrario agli italiani, non sono dei feroci critici di tutto che propongono soluzioni radicali e impraticabili, i comunisti soprattutto in Italia hanno dimostrato di riconoscersi alla perfezione nel funzionamento della democrazia, e hanno firmato con il sangue la Costituzione che ora, a parole,  sia Grillo (a colpi di Boia chi Molla), sia il governo Letta (Bella Ciao) vorrebbero difendere. Sono rimasti a ben vedere gli unici, dal momento che non sono più in Parlamento dal 2008, a non avere alcuna responsabilità nelle politiche antipopolari e liberiste che hanno messo l’Italia in ginocchio. Anzi, si potrebbe dire a posteriori che, al netto degli errori commessi da Pdci e Prc (tantissimi senz’altro), sicuramente qualcuno abbia voluto far fuori i comunisti dal Parlamento perchè non “disturbassero il manovratore“. L’opposizione è una roba seria, il Pci del resto non ebbe mai incarichi di governo eppure, facendo opposizione in modo responsabile e serio, ha conseguito dei risultati incredibili per il progresso delle masse popolari del Paese. A parte urlare invece il Movimento Cinque Stelle cosa ha ottenuto? Semplice, inasprire i toni, permettendo così a Pd, Forza Italia e soci di screditare anche quanto di buono dicono alla luce del modo con cui lo fanno.

A nostro giudizio quindi comunisti e sinceri cittadini di sinistra in Italia dovrebbero prendere posizione, questo sì, sia contro il Movimento Cinque Stelle sia contro il Pd (diamo per scontato ovviamente la contrarietà alle destre), in quanto entrambi questi partiti non sono assolutamente di sinistra e perseguono progetti antitetici rispetto ad essa. Qualcuno a questo punto potrebbe accusarci di settarismo, ma noi rispondiamo che sarebbe un semplice atto di serietà e coerenza rispetto a una storia, quella dei comunisti in Italia, che per davvero ha segnato in positivo la storia del nostro Paese. Farlo significa far capire che tanto il regalare miliardi alle banche private e il fare accordi con i pregiudicati per leggi elettorali anticostuzionali, quanto l’ergersi a unici depositari della verità accusando con violenza tutti di fare schifo (tranne Casaleggio e Grillo ovviamente), sono due modi altrettanto validi per distruggere la nostra bella Italia.

Infine un’ultima parola sul caso “Di Battista”, il deputato del Movimento Cinque Stelle il cui padre è un fascista convinto. Subito tutti hanno attaccato Daria Bignardi, altro personaggio che a noi non sta di certo simpatico (vedi l’episodio del cane di Monti etc.), dicendo che le colpe dei padri non devono ricadere sui figli. Siamo anche d’accordo, ma quando il padre è un fascista impenitente e il figlio si occupa di politica in un movimento che richiama da vicino il fascismo…fate voi. Infine, quando Grillo parla di “colpo di Stato in atto” verrebbe da chiedersi cosa facesse e dove si trovava quando i comunisti erano gli unici, in tutta Italia, a scagliarsi da sempre contro le forze della reazione, per i diritti dei lavoratori e dei più deboli. Dove era Grillo? E soprattutto Grillo e Casaleggio hanno capito come funzionano le istituzioni? Perchè o si sceglie fare la lotta armata, dichiarando di essere gli unici “giusti” circondati da lupi cattivi, oppure se si accetta di sedersi in Parlamento esistono delle regole, e quindi non è possibile lamentarsi quando queste regole vengono violate. Rinunciando a capire che in Parlamento e in democrazia le cose si cambiano con la strategia e modificando lentamente i rapporti di forza, al Movimento Cinque Stelle non resta che la guerra totale al Paese. Ma anche qui, abbiamo già dato. Per fortuna che, come disse Marx, la storia si presenta la prima volta come dramma, e la seconda come farsa…

E per i comunisti e la sinistra resta quindi aperto un ruolo da esercitare con orgoglio, essere gli ultimi reali difensori dello spirito della nostra Costituzione e della nostra democrazia. Anche questo dovrebbe far riflettere quanti, quando Grillo ancora non esisteva, ritenevano i comunisti il male assoluto. I fatti hanno la testa dura, e, purtroppo, i nodi sono venuti al pettine.

Gracchus Babeuf

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