Nel 1948 fu la Cia a fermare il PciTribuno del Popolo
giovedì , 19 ottobre 2017
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Nel 1948 fu la Cia a fermare il Pci

Paolo Mastrolilli della Stampa rende noto quello che noi sapevamo da tempo, ovvero che senza l’ingerenza della Cia nel 1948 le elezioni sarebbero state vinte dal Partito Comunista Italiano. Ora però arrivano anche le prime ammissioni dai protagonisti, e verrebbe da chiedere come mai gli americani, alla luce di tutto questo, vengano ancora definiti i numi tutelari della “democrazia”.

Una piccola premessa: la notizia del giorno, ovvero le righe scritte da Paolo Mastrolilli sulla Stampa riguardo alle rivelazioni dell’ex capo stazione della Cia a Roma, Jack Devine, è una sorta di “segreto di Pulcinella”. Noi, che siamo comunisti dichiarati e non ci vergogniamo a dirlo, abbiamo sempre saputo che nel 1948 le elezioni non furono certo nitide ma si svolsero in un clima di insostenibile tensione alimentata dagli Stati Uniti. Era questa però una verità relegata agli ambienti comunisti, peraltro sempre meno vasti e presenti, e non una verità acclarata e diventata di dominio comune. Anzi, nei libri di storia ci viene raccontato che gli italiani scelsero la DC per evitare il pericolo “rosso” del Fronte Popolare all’indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale, nella quale per buona pace di Pansa e soci, i comunisti ebbero un ruolo assolutamente trainante e prevalente. La sensazione è che il Pci potesse vincere le elezioni del 1948, ma qualcuno o qualcosa glielo impedì, a cominciare dalle enormi pressioni della Chiesa e degli ambienti vicini al vecchio regime fascista, di colpo diventati preziosi alleati della politica statunitense. Una storia, quella dell’anticomunismo post-bellico che si intreccia in modo drammatico con le mancate epurazioni post fasciste, proprio in chiave di contenimento della “minaccia rossa”.

Ora però finalmente arrivano anche le conferme ufficiali, e quindi di cui la storiografia dovrà tenere conto. Paolo Mastrolilli per “La Stampa” ha pubblicato un articolo che rende conto delle rivelazioni fatte dall’ex capo stazione della Cia a Roma, Jack Devine, il quale nel suo libro “Good Hunting” ha raccontato un pò di retroscena succosi sul passato in Italia. E dalle sue pagine emerge che, guarda un pò, il Pci senza le ingerenze della Cia avrebbe sicuramente vinto le elezioni del 1948. Non solo, dopo quel voto i finanziamenti dei servizi segreti a stelle e strisce a gruppi cosiddetti “democratici” (gli Usa però non rispettarono la democrazia in Italia nelle prime elezioni democratiche sfavorendo il Pci) sarebbero continuati ancora per diverti decenni, e anche la stessa Gladio fu creata sempre dalla Cia per far capire che “gli Stati Uniti erano seri nel sostenere l’Italia e darle i mezzi per difendersi“. Dalle pagine di Devine emerge come l’Italia fosse il centro dello scontro con l’Urss, e infatti rende conto anche del suo incontro con papa Giovanni Paolo II, un papa tutt’altro che neutrale e molto, troppo politico. Devine del resto non è uno sprovveduto, si tratta di una autentica pietra miliare della Cia, coinvolto in tutte le operazioni segrete a cominciare dall’affare Iran-Contra per arrivare fino al caso Pinochet.  Anche qui Devine scopre semplicemente l’acqua calda ricordando come l’allora presidente Truman avesse incaricato la Cia di  combattere una guerra clandestina contro l’Urss ad ogni costo, da svolgersi anche e soprattutto in Italia per arginare il Pci, che senza queste ingerenze ce l’avrebbe sicuramente fatta a prendere il potere in Italia, peraltro democraticamente! In maniera antidemocratica invece gli Stati Uniti hanno deciso in modo autoritario che il comunismo non era cosa buona per l’Italia, e lo hanno fatto facendo credere agli italiani di aver tutelato la loro libertà! 

Truman comunque autorizzò la Cia a investire miliardi di dollari nelle elezioni del 1948 attraverso ogni mezzo: giornali, periodici, trasmissioni radio, manifesti, volantini e organizzazioni politiche. Secondo l’ambasciatore Usa Montgomery in Italia, citato nel libro di Devine, proprio Montgomery ha ammesso che senza i soldi di Truman “Il Partito comunista avrebbe sicuramente vinto“.  Pesante anche la successiva ammissione, ovvero che “col passare del tempo, i partiti democratici divennero abbastanza forti da reggersi sui propri piedi, e non ebbero più bisogno del supporto e il finanziamento clandestino dell’Agenzia“. Un modello talmente funzionante che gli Usa pensarono di replicarlo anche altrove, vedi il Cile. Insomma niente di nuovo sotto il sole, niente che non sapessimo, ma qualcosa che bisognerebbe far leggere attentamente soprattutto a quei “sinistri” che pensano che gli Stati Uniti fossero, nonostante tutto, un paese democratico, a dispetto della “dittatura” sovietica. Fino a prova contraria però l’Urss non ha falsato le elezioni per far vincere il Pci, al contrario dei democratici americani. Ma si sa, la storia la scrivono i vincitori, e gli americani sono i “buoni” del XX secolo.

Gracchus Babeuf

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Un commento

  1. ci fu’ troppo riformismo nel pci. Dopo l’attentato a Togliatti gli operai erano pronti all’insurrezione, senza contare gli ex partigiani con le loro armi NASCOSTE.
    Comunque fatelo girare!!!

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