"Nel Movimento non c'è democrazia, espelliamo Beppe Grillo" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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“Nel Movimento non c’è democrazia, espelliamo Beppe Grillo”

Il Movimento 5 Stelle all’indomani dei successi elettorali. Dopo l’entrata di rappresentanti M5S nei consigli regionali il Movimento si trova alla prova del “governo”. Dalla protesta alle proposte il passaggio non è scontato ed in tanti cominciano a chiedere maggiore democrazia nella gestione del Partito. Abbiamo preso i dubbi avanzati da un grillino con i suoi post sul sito di Beppe Grillo come esempio dei dubbi che oggi affliggono l’intero Movimento. 

http://www.oltremedianews.com/5/post/2012/11/nel-movimento-non-c-democrazia-espelliamo-beppe-grillo.html

Il post è uno di quelli che non ti aspetteresti mai di leggere sul sito di Beppe Grillo, sconvolgente, rivoluzionario ed argomentato, Luca Soren Danilo Fontana sfida il leader del Movimento 5 Stelle, il Capo politico, lo invita a farsi da parte, invoca l’espulsione di Beppe.

“Espulsione di Grillo dal Movimento 5 Stelle”, questo è il nome inequivocabile dato al post, dove Luca attacca il comico genovese: “Il 24 ottobre Grillo ha detto agli agricoltori catanesi si mettersi dentro il movimento per andare in parlamento. Cinque giorni dopo Grillo emana un comunicato, il comunicato politico n.53, con le regole per le candidature, che di fatto escludono quegli agricoltori dalla possibilità di candidarsi nel movimento”. Luca aggiunge poi: “Queste regole escludono tanta gente, TROPPA gente, e fanno più male al movimento che bene”

La questione messa in evidenza da Luca con il suo post, è relativa al comunicato politico numero 53, con il quale Beppe Grillo impone le regole per i candidati al Parlamento. 1) Essere già interni al M5S, 2) esseersi presentati alle elezioni comunali o regionali, in liste certificate con il logo del Movimento (di appartenenza di Grillo), 3) sono escluse le persone che hanno incarichi da eletti dal 29 ottobre 2012. Infine non potranno partecipare quanti, successivamente alla certificazione per le elezioni amministrative, abbiano perso i requisiti che erano stati richiesti per la certificazione della candidatura per le elezioni amministrative. Questi i criteri con cui verranno selezionati i candidati. Regole che hanno fatto discutere dentro e fuori il movimento sia per il metodo, sempre unilaterale, con cui sono state decise ed emanate, sia per il merito: lascerebbero fuori molta gente onesta che ha contribuito alla nascita ed alla crescita dei 5 stelle, ed inoltre mal si sposano con le caratteristiche di un movimento che per definizione sempre dei confini non troppo precisi.

Ma Luca ne ancora di più, oltre a denunciare la mancanza di democrazia all’interno del Movimento, dice: “Grillo rimprovera la Salsi di essere andata in tv ma non dice nulla a proposito del fatto, che noi abbiamo scoperto grazie alla tv, che i consiglieri in Emilia Romagna TRATTENGONO tutti i soldi dello stipendio e li versano su un conto corrente a LORO intestato, TRADENDO così tute le promesse fatte in campagna elettorale dal movimento di ridursi lo stipendio“. Niente di strano in realtà. Senza andare a verificare la reale destinazione dei rimborsi percepiti dai soggetti istituzionali del Movimento 5 Stelle, i quali sapranno certo rendere conto ai loro elettori del loro operato nel segno della massima trasparenza di cui essi si dicono maestri, il problema del rapporto fra istituzionale e partito è vecchio quanto il mondo. Il fatto è che non bastano le buone intenzioni né i grandi proclami, servono regole, uno statuto condiviso e non calato dall’alto e dei militanti che controllano giorno per giorno con la loro attività politica. Di tutto questo il Movimento 5 Stelle sembra non interessarsi, almeno per ora, e il risultato è che non appena vengono eletti i primi esponenti grillini cominciano a sorgere dubbi sulla reale destinazione dei rimborsi.
Infine il grillino Luca, preso come esempio di ciò che un militante medio può legittimamente domandarsi a proposto del proprio movimento, conclude facendo la sua incredibile proposta“Per questi comportamenti palesemente ipocriti del leader del movimento, tipici di QUALUNQUE politico di QUALUNQUE partito, noi ne chiediamo la sua immediata espulsione. Con questa azione intendiamo ribadire che il movimento appartiene a NOI militanti e che non ha nessun leader”.

Le argomentazioni riportate hanno prodotto numerose reazioni. Tanti i commenti, naturalmente via internet, alcuni dei quali dicono che sarà impossibile, perché il Movimento l’ha fondato Beppe ed è di sua proprietà (quindi non vale più il principio uno vale uno?), qualcuno aggiunge che non c’è tutta questa democrazia nel movimento. Più forte il commento di Fabio: “è inaccettabile che in due decidano senza consultare nessuno! Bisognava dare a tutti la possibilità di fare proposte serie su una piattaforma seria (non il forum attuale, poco efficiente); le proposte bisognava discuterle insieme, poi presentate, questa si chiama democrazia da basso e non ammette eccezioni, Dio democratico e Madonna votante”. 

Su 43 commenti quasi nessun “linciaggio mediatico” nei confronti di Luca, ma sono in molti a lasciar trapelare una certa difficoltà del movimento 5 stelle ad essere realmente democratico e partecipativo. La risposta di Beppe alle domande che  tutto il mondo politico gli pone non è ancora arrivata, ma alcuni immaginano che presto arriverà, a senso unico, contro la proposta rivoluzionaria di Luca e affogando il dissenso interno, come sempre, con una battuta.

Luca Mullanu

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