Nepal. E' l'era della presidente comunistaTribuno del Popolo
giovedì , 21 settembre 2017
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Nepal. E’ l’era della presidente comunista

Non sarà un paese determinante per gli assetti geopolitici globali eppure la notizia fa comunque scalpore: Il Nepal ha la sua prima presidente donna della sua storia, e per giunta si tratta di una comunista,  Vidhya Devi Bhandari, donna del Partito comunista del Nepal (Unificato marxista-leninista). 

Si chiama Vidhya Devi Bhandari e per qualche giorno il suo nome sta facendo il giro del mondo. Non potrebbe essere altrimenti dato che si tratta della prima presidente donna del Paese, il Nepal, abbarbicato tra India e Cina e recentemente messo in ginocchio da un terremoto. Un paese molto povero il Nepal dove fino a pochi anni fa esisteva ancora la monarchia, un paese che ora guarda avanti e che con Vidhya Devi Bhandari, 54enne esponente importante del Partito Comunista del Nepal, intende varare una nuova era. La Bhandari ha ricevuto ben 327 voti parlamentari sui 549 disponibili battendo di netto il rivale Kul Bahadur Gurung, esponente del Partito del Congresso nepalese di centrosinistra con 196 seggi in parlamento. Alla fine l’ha spuntata la Bhandari forte dei 175 voti degli eletti del suo partito, ma anche degli 80 voti dei parlamentari del Partito Comunista Maoista (Partito Comunista Unificato del Nepal – Maoista, per l’esattezza), spesso in conflitto con le formazioni marxiste più moderate.

Il Nepal guarda dunque al futuro dopo oltre otto anni di incertezza politica e larvata conflittualità sociale. Nessuno vuole ricordare che fino al 2008 in Nepal esisteva ancora una vera e propria monarchia che teneva l’intero Paese sotto il tacco di una dominazione feudale dal sapore medievale. La monarchia nepalese era anche completamente sorta a ogni modernizzazione e democratizzazione, di conseguenza i comunisti nepalesi hanno preso la storica decisione di prendere le armi e di praticare la guerriglia, fino all’avvenuta cacciata dell’ancien regime nepalese. La Bhandari fu una delle protagoniste di quel movimento di popolo e ha lottato in prima linea per i diritti delle donne anche nella nuova Costituzione nepalese che riconoscere un terzo dei seggi parlamentari alle donne e un presidente o vice-presidente donna. Inoltre per la prima volta nella storia dell’Asia la Costituzione nepalese varata in settembre riconosce diritti anche gli omosessuali, di conseguenza i comunisti si mostrano in questa regione del mondo all’avanguardia nella lotta per i diritti umani.

A questo proposito bisognerebbe riflettere sul fatto che in altri paesi alleati dell’Occidente e considerati “democratici” relegano le donne a un ruolo subalterno, mentre in Nepal i comunisti hanno posizioni avanzatissime e moderne che stanno peraltro producendo progresso per la propria popolazione. Bhandari in passato era stata Ministra della Difesa e ha già dunque dimostrato di sapersi muovere all’interno di un contesto di difficoltà e incertezza.

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