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martedì , 23 maggio 2017
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Nessuno dalla parte dei lavoratori

Negli ultimi mesi si discute di politica, di governo, di Europa, ma si elude il “nodo” principale, ovvero che nel mondo occidentale non esiste più alcun pensiero forte e alcun movimento politico di rilievo in grado di rappresentare adeguatamente bisogni e richieste dei lavoratori. 

Si parla di “staffetta” al governo, di Europee, di patti di governo e di golpe finanziario, ma la realtà è che si parla di tutte queste cose perchè ormai da anni non esiste più alcuna organizzazione di massa dei lavoratori capace di incidere nel corso degli eventi. Si assiste a tutto questo in balìa degli eventi, sapendo che non esiste più nessuno in Parlamento capace di rappresentare le istanze di un popolo che si è probabilmente preferito lasciare senza rappresentanza. E’ il popolo della sinistra, quel popolo che ora sembra quasi che non esista più ma che in realtà è semplicemente disilluso da una politica che non li rappresenta più, da un centrosinistra che si è trasformato nella versione italiana del blairismo della Gran Bretagna, quello che, per intenderci, ha riportato la povertà in Inghilterra a livelli mai visti prima nelle fasce popolari. Così con un Renzi che è divenuto il padre padrone del Pd, e con le ragioni dell’opposizione che sono ormai state sussunte dal Movimento Cinque Stelle, stiamo ovviamente parlando con l’Italia, emerge con nettezza un quadro disperante, dove nessuno, e sottolineiamo nessuno, ha elaborato un pensiero e una strategia che riportino le masse oppresse di lavoratori (e non lavoratori) al centro dell’agire politico. Ormai sembra che siano solo gli “imprenditori” la classe eletta cui guarda la politica, e in questo anche il Movimento Cinque Stelle ritenendo “destra” e “sinistra” la stessa identica cosa, mostra la stessa complicità, mostrando una analisi pressochè assente dei rapporti di forza all’interno della società, ignorando che le classi sociali esistono a seconda della distanza dai soggetti dai mezzi di produzione e che quindi esistono indipendentemente dalla loro comprensione. Tutto questo per dire che i partiti politici fanno a gara per rappresentare “gli italiani”, ma a ben guardare vogliono rappresentare gli interessi solo di una piccola parte di essi, non esiste nessuno, (più nessuno) che vuole invece rappresentare gli interessi di chi non ha voce e di chi è stato messo ai margini della società in quanto non rappresenta alcuna voce di profitto per coloro che gestiscono la politica. Così la “cultura” è diventata quasi un disvalore, meglio far sognare alle masse calciatori e veline, in questo modo introietteranno essi stessi il sogno di appartenere alla classe dominante, abbandonando sul nascere il grande sogno della costruzione di una società più giusta ed equa. In questo la sinistra ha sempre fallito, vittima della propria stessa codardia e della propria incapacità di comprendere la necessità di rilanciare una ideologia e un pensiero forte capace di restituire la speranza a masse che ne sono ormai state private da troppo tempo.

Gracchus Babeuf

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