Netanyahu e la guerra a tutti i costi contro l'IranTribuno del Popolo
lunedì , 18 dicembre 2017
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Netanyahu e la “difesa” a tutti i costi dall’Iran

Mentre la Casa Bianca e Teheran sembrano aver preso la strada della distensione, Benjamin Netanyahu continua a cercare di fomentare la guerra contro la Repubblica Islamica.

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Niente da fare,  la mano tesa da Teheran alla Casa Bianca non è stata percepita in Israele, dove da tempo si è deciso di lasciar perdere le vie diplomatiche con la Repubblica Islamica. Anche per questo l’umore di Netanyahu sarò stato pessimo mentre si recava in trasferta al Palazzo di Vetro dell’Onu a New York. Insomma il clima di distensione inaugurato dal nuovo presidente iraniano, Hassan Rohani, hanno convinto gli americani, ma non gli israeliani, che continuano a guardare a Teheran come al male assoluto. Netanyahu nel corso dell’Assemblea generale dell’Onu ha spiegato le ragioni della sua diffidenza nei confronti di Rohani: “Vorrei fidarmi di lui, ma non posso”, e ha poi aggiunto che il suo predecessore Ahmadinejad era un lupo vestito da lupo, e lui e’ un lupo vestito da agnello”. Insomma non ci sono motivazioni politiche su cui si può discutere per mediare una soluzione, ma proprio un’antipatia a pelle, una incapacità di considerare l’Iran un interlocutore in quanto “malvagio”. Secondo Netanyahu, Rohani vuole liberare l’Iran dalle sanzioni internazionali, “ma non vuole affatto rinunciare al programma nucleare militare”; ma anche in questo caso il presidente israeliano non ha portato alcuna prova che mostri la volontà dell’Iran di voler sviluppare armi atomiche. Bisognerebbe ricordare a questo proposito che Teheran nega da anni di voler sviluppare armi nucleari, e che fino a oggi nessuno ha trovato le prove che smentiscano i propositi della Repubblica Islamica. Netanyahu ha detto chiaramente che, da quando Rohani e’ stato eletto presidente, “gli sforzi di Teheran per avere armi nucleari sono continuati, e l’atomica iraniana rappresenta una minaccia al futuro del nostro Stato”. Il premier ha poi avvertito che “Israele e’ pronto a difendersi da solo, se sara’ necessario”. Sarà, intanto l’unico Paese ad aver subito sabotaggi è proprio l’Iran che negli ultimi anni ha subito diversi incidenti sospetti come esplosioni e assassinii di scienziati legati al progetto, oltre attacchi informatici su larga scala. Insomma il messaggio lanciato da Netanyahu è sin troppo chiaro: se la comunità internazionale allenterà la pressione su Teheran faranno venir meno  quei presupposti che rappresentano un deterrente allo sviluppo del programma nucleare iraniano”, e questo autorizzerebbe Tel Aviv a “difendersi” da sola. Al discorso di Netanyahu ha risposto nel corso della riunione del Palazzo di Vetro dell’Onu, un membro della delegazione di Teheran, Khodad Seifi: “Le armi nucleari non hanno posto nella dottrina di difesa dell’Iran” ha detto il diplomatico iraniano, aggiungendo, provocatoriamente, che “a differenza di Israele, l’Iran non ha mai attaccato alcun Paese”. Tutte le attivita’ nucleari iraniane sono rivolte a scopi pacifici” ha aggiunto il diplomatico iraniano, assicurando che “l’Iran e’ pienamente impegnato a rispettare i suoi obblighi di non proliferazione nucleare con scadenze precise”. Ma nulla sembra essere in grado di fermare la volontà di Israele a difendersi a “tutti i costi” qualora lo riterrà necessario, e temiamo che ciò potrebbe accadere quasi sicuramente, con conseguenze devastanti per la pace mondiale.

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