Niente sinistra? Addio diritti e CostituzioneTribuno del Popolo
giovedì , 23 marzo 2017
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Niente sinistra? Addio diritti e Costituzione

Ci troviamo in una fase storica e politica in Italia che vede la sinistra essere relegata ai margini e l’ex apparato democristiano aver preso in mano le leve del Paese. Ecco perchè senza sinistra e senza le idee di sinistra si andrà incontro a un impoverimento culturale e di diritti, peraltro in violazione del significato profondo della Costituzione.

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Qualcuno, quando avrà visto il disfacimento del Pd e il crollo della sinistra cosiddetta “radicale” avrà sicuramente stappato lo champagne. Magari quegli stessi che facevano parte di quel brodo culturale e politico vicino alla Dc e che dopo il disfacimento della Prima Repubblica hanno trovato occupazione altrove, chi a destra, chi a (centro)sinistra. Ecco che nell’aprile 2013 i nodi sono finalmente venuti al pettine, consegnando alla cronaca la dissoluzione della “sinistra” così come la conoscevamo, relegata ora a un ruolo residuale e inconsistente dal momento che il potere è andato saldamente in mano proprio a quei centristi che, pur occupando posto a “sinistra”, hanno da sempre lavorato contro di essa e contro i suoi contenuti. C’è poco da festeggiare però dal momento che, guardacaso, da quando la sinistra, quella vera, ha cominciato a perdere colpi, anche il Paese è andato a rotoli. I cittadini, da quando la sinistra si è indebolita, hanno meno diritti, sono meno sicuri, hanno meno lavoro e, soprattutto, non hanno più rappresentanza politica. La situazione è aggravata dal fatto che in Italia esiste una destra, quella di Pdl-Lega Nord, che non si riconosce nella Costituzione antifascista del 1948, e anzi si prepone esplicitamente di volerla modificare, svuotandola così di senso. Come ha detto Stefano Rodotà ai microfoni de “Il Fatto Quotidiano” inoltre, si sta assistendo al ritorno della “cittadinanza per censo”, ovvero con solo alcune categorie di cittadini che possono permettersi determinati diritti che dovrebbero, in teoria, essere garantiti a tutti. Basti pensare alla sanità, con cittadini che rinunciano a curarsi non avendo i soldi per pagare i ticket, o basti pensare all’istruzione, con migliaia di giovani che rinunciano a studiare per cercare di trovarsi un’occupazione, non potendo permettersi gli studi.Di più, Rodotà addirittura sostiene che la “sinistra” in Italia rappresenta, oltre che a una serie di valori, anche l’unico modo di riprendere i fili dell’unica politica costituzionale legittima in questo Paese. Mettere in vendita i diritti, non rendere il lavoro attingibile a tutti, privatizzare enti che dovrebbero essere a disposizione di tutti, semplicemente sarebbe anticostituzionale, ovvero in contrasto con i dettami e con i valori che ispirarono coloro che posero fine al fascismo e alla monarchia.

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