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giovedì , 27 luglio 2017
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Nigeria. Ancora sangue e morte

Ancora strage di cristiani in Nigeria dove sono stati trovati 90 morti bruciati in una chiesa nei dintorni di Jos. Brutalmente ucciso durante i funerali delle vittime anche l’esponente politico cristiano della città. Le autorità hanno subito imposto il coprifuoco notturno in tutta la regione ma non sembrano essere in grado di tenere la situazione sotto controllo.

Prima gli incendi, le stragi, le bombe degli estremisti islamici contro le chiese e la comunità cristiana, poi le bande di giovani cristiani armati di machete che girano per la città, poi di nuovo le bombe e così via. Una spirale di morte e distruzione che sta avvolgendo tutta la Nigeria del Nord, facendo piombare il colosso dell’Africa nel caos. Lo stato nigeriano del Plateau è stato letteralmente messo a ferro e fuoco da un gruppo di uomini armati che hanno attaccato tra ieri e oggi diversi villaggi cristiani nei pressi di Jos. Gli uomini avrebbero letteralmente massacrato una quarantina di persone, poi, secondo l’agenzia Nuova Cina ne avrebbero bruciate altre 50 in una vicina chiesa. Questo accadeva tra sabato e domenica quando la comunità cristiana era scesa in piazza per celebrare i funerali delle vittime, con politici e autorità in prima fila. E oggi le bande armate  hanno attaccato di nuovo sparando e uccidendo un senatore cristiano e altre venti persone. Secondo quanto riferisce, tra gli altri, la Bbc, ieri centinaia di armati hanno attaccato i villaggi cristiani. La stampa locale cita i luoghi: i villaggi di Kakuruk, Kuzen, Ngyo, Kogoduk, Ruk, Dogo, Kufang, Kpapkpiduk, Kai. Il senatore ucciso si chiamava Gyang Dantong ed era il leader della maggioranza parlamentare dello Stato. Secondo le autorità locali gli autori della strage efferata sarebbero i pastori della tribù Fulani, di religione musulmana.I rappresentanti della comunità, citati dalla stampa locale tuttavia negano, e accusano i militari nigeriani di aver lanciato attacchi contro i membri della propria tribù. Insomma un tutti contro tutti che sta strascinando la Nigeria nel caos di una guerra civile religiosa potenzialmente devastante e soprattutto esportabile ai paesi limitrofi. Nel Nord della Nigeria sono attivi i militanti dei Boko Haram, anche noti come i talebani d’Africa, che si sono già in passato contraddistinti per feroci attentati contro lo Stato e contro i cristiani. Dal conto loro i cristiani stanno cominciando ad armarsi in gruppi autonomi e il rischio è quello di una escalation che faccia precipitare l’intero Nord del paese in un massacro. Il governo di Abuja per il momento sembra essere troppo debole per rispondere alle violenze anche se il Senato ha oggi voluto denunciare con fermezza l’ennesimo massacro avvenuto  nel Nord del Paese, dove indossare una divisa spesso può essere un problema.

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