Nigeria, Boko Haram e tutta l'ipocrisia dell'OccidenteTribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Nigeria, Boko Haram e tutta l’ipocrisia dell’Occidente

I Boko Haram, ovvero i Jihadisti nigeriani, hanno rapito circa 200 ragazze da oltre 20 giorni in Nigeria. Il mondo si è indignato con Michelle Obama che ha sensibilizzato l’opinione pubblica e con l’Onu che ha minacciato sanzioni contro i militanti islamici. Peccato che i Boko Haram seminassero morte e distruzione da anni, come mai solo ora le lacrime dell’Occidente?

Come disse qualcuno a pensar male si fa peccato, ma spesso, purtroppo, ci si azzecca. Stiamo parlando della Nigeria, paese piegato ormai da anni di vera e propria guerra civile tra musulmani e cristiani, dove i jihadisti dei Boko Haram, vicini ad Al Qaeda (sono chiamati i talebani d’Africa) sono stati gettati nelle prime pagine per aver rapito oltre duecento ragazze innocenti per renderle schiave. Un crimine abominevole che ha fatto scendere lacrime da coccodrillo un pò a tutti, al punto da scomodare la solita Angelina Jolie e Michelle Obama, che è arrivata a sostituirsi sabato al marito nel solito messaggio di fine settimana per condannare il rapimento. Sull’onda emotiva del rapimento tutto il mondo si è accorto che esiste la Nigeria e l’Interpol si è offerto di offrire assistenza per il ritrovamento delle ragazze. Tutto bello, bellissimo, al punto che gli Usa si presentano quasi come i numi tutelari della libertà e della bontà in un mondo ormai in balìa di cattivi e terroristi. Tutto ok fin qui, peccato che i Boko Haram non sono nati ieri, scorrazzano in Nigeria da anni e hanno già ucciso migliaia di innocenti, senza però che nessuno mai avesse mai sollevato il problema, fino a sabato. Ora invece sull’onda emotiva del rapimento si è deciso di andare fin in fondo, e infatti saranno ben due le divi­sioni dell’esercito nige­riano schie­rate al con­fine con il Ciad, il Came­run e il Niger che insieme alle forze di poli­zia coo­pe­re­ranno con una task force inter­na­zio­nale che vede il coin­vol­gi­mento di Usa, Gran Bre­ta­gna, Fran­cia e Cina. Ma davvero pensate che tutto il mondo si mobiliti solo per salvare duecento povere ragazze dopo che per anni sono rimasti tutti a guardare mentre i Boko Haram massacravano civili innocenti e inermi ? Ovviamente c’è dell’altro, e ovviamente pertiene la sfera economica.  Guardacaso la Nigeria è piena di petrolio, al punto che negli ultimi anni la Nigeria è diventata la più grande economica d’Africa e un riferimento per compagnie europee e americane. Insomma la Nigeria è il posto giusto per investire con manodopera abbondante e a basso costo, una corruzione dilagante e sistemica, una  ineguagalianza sociale diffusa, che però stranamente non ha mai commosso nè indignato Michelle Obama e soci. Del resto proprio la Casa Bianca finanzia estremisti islamici in modo massivo, dalla Libia fino alla Siria, di conseguenza quelle di Michelle Obama sono proprio sembrate delle lacrime di coccodrillo. Insomma il copione sembra essere sempre quello: si sceglie un territorio e si fa divampare una guerra economica camuffandola dietro crisi umanitarie e buoni sentimenti. I terroristi fanno piangere l’Occidente e i “buoni”, ovvero Usa e alleati, intervengono uccidendo i “cattivi” e riportando la pace; peccato che la pace non ci fosse manco prima e peccato che i “cattivi” erano magari stati foraggiati proprio dall’Occidente in passato. Ma del resto chi possiede le leve dei media può ben far quel che vuole, può produrre quella indignazione selettiva di cui si nutre il sistema imperiale occidentale per autorinnovarsi, trovando sempre dei nemici e dei cattivi contro cui lanciare crociate morali. Come ricorda il Manifesto nella regione del Delta del Niger, nonostante negli ultimi cinquant’anni l’oro nero abbia generato guadagni miliardari, il 90% della popolazione vive in condizioni miserabili, senza acqua nè assistenza sanitaria, con le multinazionali e le compagnie petrolifere che agiscono da decenni senza alcun controllo; come mai nessuno si è indignato contro tutto ciò? “Le per­sone che vivono nelle aree del Delta del Niger in cui si estrae petro­lio bevono, cuci­nano e si lavano con acqua inquinata,ma le loro pre­oc­cu­pa­zioni non sono prese sul serio e l’industria del petro­lio con­ti­nua a inqui­nare le risorse ambien­tali neces­sa­rie per la loro sopravvivenza”, recita  il Pro­gramma dell’Onu per lo svi­luppo (Undp), nel Niger Delta Human Deve­lo­p­ment Report del 2006, citato peraltro anche da Amnesty International. Ma le popolazioni locali che muoiono non indignano, ci vanno storie  strappalacrime e drammatiche per risvegliare l’indignazione selettiva e coprire l’ennesima vergogna. Detto questo la nostra speranza è che le duecento ragazze vengano ritrovate al più presto, nella speranza che almeno il rapimento sia vero e non un “casus belli” costruito. Non ci stupiremmo comunque.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/fleshmanpix/14112596531/”>Michael Fleshman</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.0/”>cc</a>

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top