No Monti Day. Occhio al rischio isolamento | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

No Monti Day. Occhio al rischio isolamento

Migliaia di persone hanno affollato le strade di Roma per la manifestazione contro il governo Monti: “No Monti Day” cui hanno partecipato sindacati, partiti e associazioni. Condivisibili i temi della protesta, ma occhio all’isolamento.

Con l’Europa che si ribella, cacciamo il governo Monti”: questo è lo striscione che ha aperto la manifestazione partecipata e colorata che ha affollato le strade di Roma oggi pomeriggio. Hanno aderito partiti politici, sindacati, movimenti, associazioni, precari, tutti uniti dalla contrarietà nei confronti della politica di austerity del governo Monti. Ovviamente tutto ampiamente condivisibile, a cominciare dalla contrarietà all’austerità, una contrarietà peraltro condivisa anche da Silvio Berlusconi, tanto per intenderci. Ma allora quale è il rischio di una giornata positiva, partecipata e rumorosa come il No Monti Day? Secondo noi quello dell’isolamento è un rischio forte, un rischio reale ancor più che le forze politiche che appoggiano il premier Monti cercheranno in tutti i modi di raccontare la piazza di Roma come una piazza antipolitica, violenta, massimalista e distaccata dalla realtà. Andare contro Monti invece è roba seria e il rischio di creare una dicotomia tra le forze istituzionali pro Monti e quelle fuori dalle istituzioni contro Monti si chiuderebbe a sicuro vantaggio dei primi, con la cancellazione, de facto, di qualsiasi pensiero critico. Beninteso, si può fare politica anche senza mezzi economici, con volontà e abnegazione volontaristica, tuttavia quando i tuoi rivali possiedono tutti gli organi di informazione, sono allineati alla Troika e ai vertici europei, diventa quantomeno suicida andare alle barricate quando si è inferiori per numero, mezzi e strumenti. Bene il No Monti Day, benissimo, ma che non diventi un cartello elettorale da presentare contro tutto e tutti, il rischio sarebbe una sconfitta non solo della forza politica suddetta, ma anche delle idee, giustissime, da esso adottate. Questo è un rischio che non è possibile correre, secondo noi bisogna invece cercare sempre e comunque di portare queste idee all’interno delle istituzioni, portando il tema della precarietà, il tema della corruzione, della critica al neoliberismo dentro il Parlamento e non relegato a piazze ignorate dal mainstream e polarizzate verso una conflittualità non sostenuta dal pragmatismo. Si può essere anticapitalisti e comunisti anche fuori dal Parlamento, ma per riuscire ad assestare colpi al nemico e soprattutto per avvantaggiarsi realmente e radicarsi, è non solo consigliabile, ma necessario portare la lotta anche nel Parlamento.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top