No Tav. A migliaia sfidano la pioggia assieme ai sindaciTribuno del Popolo
martedì , 17 ottobre 2017
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No Tav. A migliaia sfidano la pioggia assieme ai sindaci

Erano quindicimila secondo gli organizzatori, molti di meno per la questura, ma la cosa importante è che il popolo dei No Tav ha risposto presente alla manifestazione di protesta organizzata assieme ai sindaci della Valsusa sfidando il freddo e la pioggia. Presenti tanti giovani, ma anche tanti semplici cittadini che non hanno perso l’occasione per unirsi alle proteste terminate nella centralissima Piazza Castello. 

Fonte: Oltremedianews

Faceva molto freddo a Torino e il clima avrebbe sicuramente potuto dissuadere in molti dallo scendere in piazza ma non è andata così. Sin dalle 14,00 in Piazza Statuto, a due passi dalla stazione di Porta Susa, si sono ritrovati migliaia di cittadini tutti uniti dalla voglia comune di protestare contro il No Tav, percepita sempre di più come una grande opera dannosa, costosa e inutile per il futuro della Valsusa ma anche del Piemonte. Abbiamo notato una nutrita partecipazione di semplici cittadini, ma anche di famiglie, bambini e anziani, centri sociali, sindacati e sinistra diffusa, tutti uniti dal comune bisogno di ritrovarsi assieme in piazza nonostante tutte le difficoltà del momento. Molte le bandiere delle varie sigle presenti, da quelle della Fiom fino a quelle di Prc, Pcdi, Partito Comunista, Sel e altre ancora fino a Legambiente, ai Cub, e ai parlamentari del Movimento Cinque Stelle. Alla fine tutto è filato liscio con i manifestanti che hanno sfilato in modo composto esibendo i consueti cartelloni colorati contro l’alta velocità. Vicino a Piazza Arbarello alcuni manifestanti si sono arrampicati sopra una impalcatura per srotolare uno striscione applauditi dalla folla, e il corteo è proseguito in modo vivace, rumoroso e colorato fino alla centralissima Piazza Castello dove è stato allestito un palco da cui i sindaci della Valsusa contrari all’Alta Velocità hanno cominciato il loro comizio.

sabataggio

 

Indipendentemente dalla battaglia delle cifre tra organizzatori e questura sul numero effettivo delle persone che hanno preso parte alla manifestazione si può dire che sia stato un vero e proprio successo. I sindaci con le fasce tricolori indosso hanno ancora una volta ribadito quanto la Tav rischi di essere dannosa per i territori e hanno approvato la delibera per chiedere di spostare su altre voci i fondi destinati alla Torino-Lione. Dal palco ha preso la parola anche una rappresentante delle donne che hanno partorito a Susa segnalando come una intera valle che conta circa 90.000 abitanti rischi di trovarsi senza un punto di riferimento sanitario, voci di una valle che sembra sempre più lasciata sola dallo Stato e dalle istituzioni, sorde al grido di dolore di una intera comunità che però non ha perso la voglia di stare assieme e lottare. Alla fine del corteo è stato approvato un documento da inviarsi a tutti i comuni d’Italia chiamato “Salviamo il territorio” e che potrebbe diventare un vero e proprio manifesto per tutte le amministrazioni che intendono lottare contro le grandi opere. Insomma il grido della piazza di Torino è quello di destinare i miliardi della Tav ad altre priorità sociali, vedi sanità, istruzione e assistenzialismo. Insomma le priorità cui il governo dovrebbe guardare sembrano essere ben altre, e il timore è che ancora una volta le richieste provenienti dalla piazza verranno in qualche modo depotenziate e distorte dai media. Una bella risposta di coesione e di popolo che segnala come la protesta No-Tav sia ancora in ottima salute, e anzi proprio la questione delle priorità del governo sembra, in questo periodo di crisi economica, guadagnarsi sempre di più un posto sul tavolo delle decisioni politiche.

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