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giovedì , 19 gennaio 2017
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No Tav e Movimento 5 stelle, quali prospettive? (Video azione di una manifestante)

Sabato 23 marzo è prevista una manifestazione notav per far sentire alle forze politiche che stanno cercando di mettere su un Governo, la voce del movimento. Che rapporto c’è tra i notav e il M5s? Dal fronte francese arrivano notizie positive per i notav.

NO TAV: POLIZIA SGOMBERA BLOCCO SULLA A32

Fonte: Oltremedianews

Parlamentari del Movimento 5 Stelle visiteranno il cantiere. Molti attivisti notav hanno chiesto di poterli accompagnare per verificare in che condizioni si trova il territorio valsusino. Tra questi il leader storico del movimento, Alberto Perino e Luca Abbà, che ha rischiato la vita l’anno scorso quando si è arrampicato su un traliccio per protesta.

Il Movimento No TAV in Italia e il Coordinamento in Francia lanciano un appello congiunto per manifestare insieme il 23 marzo da Susa a Bussoleno contro la costruzione del Tav.
Il movimento No Tav, nonostante l’exploit del Movimento 5 stelle in Val Susa, continua sulla strada dell’autonomia politica.

Sono chiarissime le parole dei No Tav: “Il movimento non delega a Grillo la sua rappresentanza: perché in oltre 20 anni non abbiamo delegato mai nulla a nessuno e non lo faremo nemmeno questa volta. L’autonomia politica di questo movimento è un fattore talmente “naturale” che non sarà intoccata. Anzi sapremo sfruttare la situazione che si è venuta a creare come un elemento di maggiore forza per noi.”

Nonostante emerge un altro aspetto che va analizzato, ed è quello relativo allo sbocco in parlamento della causa notav. Nonostante la forza e la costanza, il popolo notav da tempo cerca di uscire dalla Valle e dal solo confronto/scontro con il cantiere e l’apparato che lo governa, cercando di aprirsi spazi politici e sociali che concorrano ad accrescere la forza del movimento popolare. E probabilmente questo spinge l’interesse dei valsusini e delle valsusine a supportare l’avventura dei 5 stelle in Parlamento.

Ma il dato chiaro che emerge è la necessità da parte del popolo notav di una spinta in più alla lotta, anche dentro il parlamento e sembrano aver trovato non una rappresentanza ma un appoggio politico con 145 deputati e 61 senatori di Sel e M5s. Anche se i precedenti non fanno ben sperare: nel 2005 i Verdi e Rifondazione Comunista inizialmente appoggiarono la lotta notav, e successivamente “tradirono” la fiducia del popolo val susino firmando il dodecalogo per sostenere ilGoverno Prodi.

Dall’alto dell’esperienza maturata in più di 20 anni di lotte, il movimento è consapevole dei giochetti di potere che potrebbero cercare di spaccare il movimento in due parti: buoni e cattivi, proprio come si è cercato di fare il 3 luglio 2011, giorno di particolare importanza per i notav, dove il movimento ha risposto prontamente “siamo tutti blackblock”, proprio per mettere a tacere le insinuazioni sugli infiltrati.

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Sono tante le anomalie riscontrate dagli oppositori del Tav: non può passare inosservato che il cantiere del progetto TAV di sottoattraversamento della città di Firenze è stata fermata dall’Autorità giudiziaria per fatti di corruzione e appropriazione indebita con probabile relazione con la mafia.

Inoltre le associazioni anti-corruzione “ANTICOR” e “FLARE”, hanno segnalato la condanna in primo grado dell’ex direttore generale e del direttore dei lavori della società LTF sas (Lyon-Turin Ferroviaire) per turbativa d’asta.

Con soddisfazione gli oppositori della Torino-Lione hanno preso atto del fatto che in Francia tutti i partecipanti al dibattito pubblico sulle infrastrutture di trasporto sottolineano l’assoluta necessità di utilizzare e ammodernare l’infrastruttura esistente.

In seguito alle raccomandazioni della Corte dei Conti francese, i Deputati Eva Sas (EELV – Verdi) e Dominique Dord (UMP – destra) hanno dichiarato il mese scorso “Torino-Lione: d’ora in avanti senza di me!”; sono più recenti le conclusioni dell’ex ministro dei trasporti Jean Louis Bianco circa le nuove infrastrutture: “L’abbandono puro e semplice della linea Lione-Torino sembra ovvio”.

Gli oppositori franco italiani fanno appello ai parlamentari francesi affinché rifiutino la ratifica dell’Accordo franco-italiano firmato a Roma il 30 gennaio 2012.

La sospensione dei lavori permetterà di risparmiare denaro pubblico e non graverà in alcun modo sul futuro dato che la linea ferroviaria esistente può trasportare già oggi oltre l’80% delle merci circolanti su strada così come i pochi passeggeri che viaggiano sul treno tra Francia e Italia.

Nicola Gesualdo

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