No Tav. Sentenza che sa di repressioneTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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No Tav. Sentenza che sa di repressione

Si chiude il maxiprocesso No Tav,  47 condanne per un totale di circa 140 anni di carcere e 6 assoluzioni. La Difesa ritiene che si tratti di una “Sentenza pesantissima”. Decisione che sa direpressione. Pene fino a quattro anni e sei mesi di reclusione.

Fonte: Oltremedianews

Questo quanto successo nell’aula bunker delle Vallette a Torino questo pomeriggio. Violenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamento erano i reati contestati. Ad ascoltare la lettura erano presenti quasi tutti i 53 imputati accusati di aver preso parte agli scontri avvenuti nell’estate del 2011 in Val di Susa, tra Giaglione e Chiomonte, dove oggi sorge il cantiere del tunnel della Maddalena, opera preliminare alla costruzione dell’alta velocità. Proprio prima di Natale a 4 imputati, Chiara, Nicolò, Mattia e Claudio, sono stati concessi i domiciliari e sono stati assolti dal reato di terrorismo.

I No Tav stanno protestando con un blocco autostradale contro la sentenza. Alle 18 è previsto un appuntamento a Bussoleno.

Reati contestati: artt.81 cpv, 110,336,339 commi I, II, II c.p. Usato violenza e minaccia a pubblici ufficiali per costringerli ad omettere un atto dell’ufficio o a fare un atto contrario ai doveri d’ufficio ed in particolare per impedire alle forze dell’ordine, unitamente agli operai, che dovevano dare avvio ai lavori per l’avvio del cantiere dell’alta velocità, l’accesso all’area della Maddalena che nei giorni precedenti era stata occupata abusivamente. (27 giugno)

I fatti risalgono al 3 luglio 2011: usavano minaccia e violenza nei confronti delle forze dell’ordine impegnate per la sorveglianza e la protezione del cantiere per la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino Lione. Agendo previo concerto fra loro, lanciavano contro i PP.UU pietre, bombe carta e razzi di segnalazione, oggetti contundenti, essendosi organizzati in gruppi formati da una quarantina di persone che si alternavano, uscendo dalla boscaglia, per attaccare le posizioni difese dalle forze dell’ordine, cosi’ da cagionare le lesioni di cui al capo che segue, per costringere i PP UU ad omettere un atto dell’ufficio o a fare un atto contrario ai doveri d’ufficio.

Aggravante: violenza e minaccia commessa da più di dieci persone, travisate, con armi e con lancio o utilizzo corpi contundenti
art. 112 n.1, 582, 585 comma I in relazione art. 576 n.1, 61 n.2, 576 .6 bis (con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in concorso tra loro e con altre persone allo stato non identificate, previo concerto, al fine di commettere il delitto di cui al capo che precede, cagionato lesioni personali a soggetti appartenenti alle forze dell’ordine).

Nicola Gesualdo

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