Non avete voluto il socialismo? Beccatevi le barbarieTribuno del Popolo
sabato , 29 luglio 2017
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Non avete voluto il socialismo? Beccatevi le barbarie

Negli ultimi vent’anni ogni idea di socialismo/comunismo/marxismo è stata picconata in tutti i modi sull’altare del nuovo e del moderno. Negli ultimi vent’anni ci siamo impoveriti, abbiamo perso diritti, e viviamo in un Paese e in un mondo peggiore rispetto a prima. 

Quando Rosa Luxemburg in Germania lanciava il monito: “Socialismo o Barbarie”, aveva colto nel segno. Pochi anni dopo la Germania sarebbe scivolata nel delirio nazista, e l’Europa sarebbe stata insanguinata dalla Seconda Guerra Mondiale. Una volta finita la guerra, si uscì dal caos bellico proprio grazie a una iniezione di socialismo, con un ruolo dello Stato attivo e attento nella ricostruzione post-bellica in quasi tutti i paesi del pianeta. Erano altri tempi, erano i tempi del bipolarismo, della Guerra Fredda, del socialismo reale contrapposto a un capitalismo che però non era ancora neoliberista e anzi copiava dal socialismo quello che poteva, vedi Keynes etc.

Oggi con il capitalismo in rovina ci troviamo sprofondati fino al fianco nella fanghiglia delle barbarie, lontani, anzi lontanissimi da quel socialismo che abbiamo solo potuto sfiorare nei passati decenni. Quando poi il socialismo reale è crollato, si è consumato il “tradimento” di intere classe politiche che hanno invece abbracciato quello stesso capitalismo che sarebbe da lì a poco degenerato nella sua versione neoliberista, avvitandosi in quella finanziarizzazione dell’economia abbozzata e impostata dai fanatici dell’anticomunismo Thathcer e Reagan. Una barbarie reale quella in cui ci troviamo, dove onesti cittadini sono costretti a “vivere” senza un lavoro, con meno di 300 euro al mese, magari andando a mangiare alla Caritas o togliendosi la vita per la troppa vergogna. E tutto questo avviene mentre una parte di italiani continua a non pagare le tasse avendo un disprezzo atavico per le istituzioni e il vivere comune, mentre un’altra parte ancora pensa solamente a sè e alla propria comunità, pensando a salvare se stessi, magari votando Pdl o Lega Nord, cercando una via per semplificare, per salvare se stessi e mandare in rovina gli altri.

Tutto questo è condito con una buona dose di cultura berlusconista instillata negli italiani negli ultimi vent’anni di regime mediatico. La povertà è diventata qualcosa di cui vergognarsi profondamente, chi è povero viene percepito come un fallito, come un qualcuno che non ce l’ha fatta, magari perchè pigro e fannullone. In questo contesto la povertà diventa non qualcosa da combattere, ma qualcosa da evitare per dimostrare di valere qualcosa. Fin quando in questa società avranno spazio coloro che ritengono che alla fine, nonostante tutto, bisogna rimboccarsi le maniche anche senza diritti, senza stipendi dignitosi, ecco che sprofonderemo ancora di più nelle barbarie.

Gracchus Babeuf

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