“Non è cosa vostra”: Il 2 giugno manifestazione a Bologna in difesa della CostituzioneTribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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“Non è cosa vostra”: Il 2 giugno manifestazione a Bologna in difesa della Costituzione

Libertà e Giustizia ha indetto una manifestazione il 2 giugno a Bologna per difendere la Costituzione dai tentativi di cannibalismo promossi tramite la  “Convenzione” retta da Pdl, Pd e Lista Civica. Questa istituzione, secondo gli aderenti all’iniziativa, sarebbe infatti solo una scorciatoia per istituzionalizzare logiche di potere oligarchiche. A piazza S. Stefano saranno presenti Zagreblsky, Rodotà, Settis, Pace, Saviano, dalla Chiesa, Bechelet, Peverelli e Rubini.

Fonte: Oltremedianews

Oggi il premier Letta aprirà il dibattito in parlamento sull’iter da seguire per le riforme costituzionali previste in programma,  da domani invece la questione sarà appannaggio di una “commissione di saggi” nominata ad hoc. Le riforme che l’attuale governo intende perseguire sono incentrate, come ormai si propone da molti anni, sul superamento del bicameralismo perfetto, sulla transizione dal parlamentarismo al presidenzialismo e sulla riduzione del numero dei parlamentari. Stando alle parole di Quagliarello, uno dei più attivi sul fronte delle riforme costituzionali, tutti questi provvedimenti, una volta approvati e vista la loro fondamentale importanza, dovrebbero essere sottoposti ai cittadini tramite un referendum confermativo  e senza obbligo di raggiungimento del quorum.

Sono anni che in Italia si parla e si dibatte sulla necessità di una revisione del testo del ’47 e sulla morfologia che questo dovrebbe assumere, ma troppo spesso, come denunciano gli organizzatori della manifestazione di domenica prossima, più che di riforme aventi come “dover essere” il benessere dei cittadini si è trattato di tentativi di istituzionalizzare quel potere oligarchico che detiene stabilmente  da tempo il controllo dello Stato.

A tal proposito è intervenuto in modo particolarmente veemente uno dei costituzionalisti italiani più celebri, Gustavo Zagrebelsky, che dal sito di micromega ha lanciato un accorato appello in difesa della Costituzione di tutto il popolo, e non solo di qualcuno, come la si vorrebbe far diventare.

Per questo, difenderemo la Costituzione come cosa di tutti e ci opporremo a coloro che la considerano cosa loro. La costituzione della democrazia è, per così dire, il vestito di tutta la società; non è l’armatura del potere di chi ne dispone. La mentalità dominante tra i tanti, finora velleitari, “costituenti” che si sono succeduti nel tempo nel nostro Paese, è stata questa: di fronte alle difficoltà incontrate e al discredito accumulato, invece di cambiare se stessi, mettere sotto accusa la Costituzione. La colpa è sua! Non sarà invece che la colpa è vostra o, meglio, della vostra concezione della politica e degli interessi che vi muovono?”, queste le parole del Professore. La critica più aspra promossa da Libertà e Giustizia è però forse quella sull’appellativo “riforma” che viene dato ai provvedimenti esposti in precedenza dai suoi promotori. Sempre Zagrebelsky puntualizza che, nell’opinione comune, la sola parola riforma sarebbe indice di un’istanza di rinnovamento e dunque anche di miglioramento della situazione preesistente, non considerando tuttavia che esistono anche “riforme reazionarie” il cui cambiamento consiste in una cristallizzazione della realtà attuale e nella sedimentazione al loro posto dei poteri forti.

Un altro punto estremamente contestato è quello relativo all’esistenza stessa della “convenzione”, un’assemblea formata da Pd, Pdl e Scelta Civica  che si prefigge di portare avanti la riforma della Costituzione. Tutto questo appare come untentativo di eludere l’art.138 Cost. che regola il procedimento di legiferazione in materia costituzionale e di sottrarre la materia al dibattito parlamentare. Stando a quanto denuncia Zagreblesky nell’articolo già citato, la convenzione per le riforme costituzionali funziona così: i “saggi” dell’assemblea dovrebbero ideare e scrivere il testo della riforma il quale, dopo esser passato per l’ordinaria commissione parlamentare competente, deve essere votato dal Parlamento, ma senza possibilità di avanzare emendamenti. Un procedimento simile è quanto di più lontano esista dall’art.138 e oltretutto tale “Convenzione”, più che riformatrice, sembra porsi a tutti gli effetti come costituente, il che è ancora più grave tenendo conto del fatto che non è stata investita di tale ruolo da parte dei cittadini. Alla luce di tutto questo, gli aderenti alla manifestazione di domenica ritengono che sotto le false vesti del riformismo si celi un cruento tentativo di cristallizzazione del potere delle oligarchie, che, è un dato di fatto, sono rimaste al governo sia prima che dopo il voto. Oltretutto, nell’epoca in cui il popolo rivendica fortemente le esigenze di democrazia diretta, di partecipazione e di vicinanza delle istituzioni, il presidenzialismo a cui sta lavorando la convenzione non sembra essere una risposta adeguata. La verticalizzazione di una piramide già abbastanza irta rischia infatti di recidere anche l’ultimo filo che lega la politica al territorio, ma chissà che non sia proprio questa la ratio ultima di queste non-riforme.

Fabrizio Leone

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Un commento

  1. rosanna carpentieri

    Gli Italioti ricordassero piuttosto la festa della repubblica del 1992 (annus horribilis), se proprio non sanno cosa inventarsi…21 anni sono ormai passati dal 2 giugno 1992 e moltissimi italiani non hanno mai capito cosa successe………..Ma , fu l’unica volta che NON SI SVOLSE la “pagliacciata repubblicana” dei SOLDATINI DI PIOMBO !!!
    La nostra posizione sulla vostra iniziativa è qui: http://www.informatoresannita.it/archives/42716

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