Non è un Paese per giovaniTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Non è un Paese per giovani

L’Italia non è un Paese per giovani. Ora lo si può asserire con certezza perchè sono migliaia i ragazzi italiani in fuga dal Bel Paese per cercare una vita migliore altrove.

Proprio come tanti anni fa i nostri giovani scappano, letteralmente, dal nostro Paese. Il motivo? Non tanto la fame e la miseria, come nelle prime ondate di migrazione, quanto la totale assenza di prospettive professionali e la completa sfiducia nella possibilità di invertire la rotta e di incidere nella politica. Una fuga dei cervelli insomma, una fuga di migliaia di giovani e meno giovani quasi tutti laureati che fuggono verso altri Paesi mettendo le loro competenze al loro servizio. E questo arreca un danno triplo all’Italia che spende soldi a formare persone che mettono poi le loro competenze a servizio di altri completamente gratuitamente, e si ritrova poi senza una generazione e senza alcuna prospettiva. Dati Istat alla mano l’Italia è un Paese vecchio, lo ha sottolineato anche Ilvo Diamanti su “La Repubblica” che ci ricorda come il nostro sia il Paese più vecchio d’Europa. Nella nostra Italia si fanno pochi figli, (abbiamo un tasso di natalità tra i più bassi al mondo), il che non dovrebbe rappresentare un problema dal momento che di giovani immigrati ne arrivano a frotte. Bisognerebbe quindi considerarli una risorsa e non un ostacolo, ma una destra retriva e intollerante preferisce giocare alla guerra tra poveri, innalzando barriere tra italiani e non italiani, anche quando ormai costoro sono perfettamente integrati e naturalizzati. Non può essere casuale che in Italia si sia scelto in modo preciso di tagliare nell’Istruzione e nella Formazione, del resto ormai è quasi prassi consolidata che i giovani rimangano a casa con i genitori, basti pensare che 8 italiani su 10 tra i 18 e i 38 anni vive a casa tra i genitori. Mammoni? No precari, ragazzi e adulti senza alcuna prospettiva che tengono la residenza dei genitori come riferimento all’interno di una vita che riferimenti non ne da più. E siamo un Paese incapace di stimolare creatività dal momento che la percentuale di Neet, ovvero di ragazzi che non studiano nè lavorano, ha raggiunto e superato quota due milioni (come il Messico). Così i vari sociologi se la prenderanno contro la nostra cultura troppo protettiva, continuando in modo grottesco a citare l’esempio dei giovani norvegesi o austrialiani che a 18 anni sono già fuori di casa. Forse sarebbe interessante andare a studiare il cursus honorum di queste teste coronate che suggeriscono agli altri cosa dovrebbero fare, figli di un’era molto più generosa di questa, con i giovani. Solo nel 2012 ben 80.000 giovani italiani si sono trasferiti all’estero, quasi un bollettino di guerra, ancor più che probabilmente sono almeno il doppio i giovani che hanno deciso di tentare la fortuna all’estero. Vanno quasi tutti in Germania e Gran Bretagna, ma anche in America Latina, vanno cioè dove possono anche solo avere l’illusione di poter tornare utili per qualcosa. Ma forse è questo che vogliono i nostri politici, consapevoli che il sistema-Italia che stanno costruendo confligge con le giovani generazioni, quindi forse è meglio allontanarle per blindare il lucchetto allo status quo.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/ilriccio/1828789516/”>* RICCIO</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top