Non immigrati clandestini ma profughi a cui dare asiloTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Non immigrati clandestini ma profughi a cui dare asilo

Il soccorso è un dovere umano che deve andare al di là di ogni ragione politica. Proviamo anche solo per un attimo a metterci nei panni degli immigrati; chi, di fronte alla morte, non cerca una qualunque via, anche la più rischiosa, per salvarsi?

Non è un’invasione, è la fuga della speranza. Nuovi poveri si aggiungono così ai poveri italiani, causando in questo modo un inasprimento della competizione tra i reietti della società. Ma non è l’arrivo di questi nuovi bisognosi a toglierci il pane da tavola, o il lavoro, o a toglierci le risorse che lo Stato prevede verso il suo popolo. Fino a poco tempo fa, la presenza degli immigrati era considerata una risorsa perché questi andavano a coprire quei posti di lavoro che gli italiani non volevano più, quali il lavoro da badante, o per il servizio di pulizia, o il lavoro nei campi, nella pesca, o il servizio alberghiero. Ora che lo Stato non elargisce più tanta ricchezza e prosperità, anzi, la riduce con sempre nuove tasse e tagli, la gente fa ricadere la colpa di tutto e sfoga la sua rabbia non verso le mancanze di coloro che hanno governato per tutto questo tempo, ma a più facili capri espiatori, gli immigrati. Quanti soldi vengono destinati agli italiani, e quanti agli immigrati? In proporzione: su 40 euro, 8 sono destinati agli immigrati, 32 agli italiani. Si desume facilmente che agli immigrati è prevista una piccola parte che non copre neanche un terzo, e, anzi, siamo al di sotto rispetto a quanto offrono gli altri Paesi europei agli immigrati. Se un italiano perde una casa, e vediamo immigrati vivere in appartamenti, la rabbia non deve andare a quegli immigrati perché quegli appartamenti rientrano tra quei servizi previsti a loro; la colpa è dello Stato che non provvede a dare all’italiano che perde una casa una sistemazione a lui adeguata, gli immigrati non c’entrano niente.

“Noi paghiamo le tasse e deve andare prima tutto a noi italiani”, ma con quale diritto umano ed etico condanniamo gente alla morte? E’ lo Stato che deve prendere le misure per far star bene tutti, non siamo noi che dobbiamo contenderci quel poco rimasto lasciando che il governo non provvedi a dare delle soluzioni. Non è con una guerra tra poveri che si risolvono i problemi, ma spingendo il governo a far star bene tutti, italiani e non. Intanto una prima mossa, che anche va oltre la linea europea, e di questo dobbiamo andare assolutamente fieri, è l’aver tolto il reato di clandestinità. Come si può condannare una persona soltanto perché è tale? Le persone si condannano per i crimini non per essere semplicemente di un’altra nazione. E l’Europa farà bene a seguire il nostro esempio. Intanto è inutile che aspettiamo un aiuto per affrontare il problema immigrazione dall’UE, i trattatati, come ci ha ben spiegato la Boldrini, non lo prevedono. Il problema immigrazione è un problema esclusivo della nazione interessata. Bisognerebbe cambiare i trattati europei per far in modo che l’Europa tutta provvedi; quello che può soltanto fare è trasferirci delle risorse giustificate in altra forma.

Il governo Letta sta cercando di prendere una posizione in merito. La linea che si vuole adottare è quella di considerare queste persone profughi a cui dare asilo, non immigrati clandestini. C’è chi parla di un cambio epocale di filosofia nell’adottare semplicemente delle leggi umane, e così Letta annuncia la sua idea: “Lunedì daremo il via a una missione umanitaria italiana navale e aerea che dovrà rendere il Mediterraneo il mare più sicuro possibile”. Bisogna fare presto, Letta non aspetterà la grande cintura di “search and rescue” che l’Europa organizzerà per la prossima primavera dalla Spagna a Cipro, la gente sta morendo ora, in questi Occorre quindi un dispositivo navale e aereo da schierare in alto mare, tra Lampedusa e la Libia, per soccorrere i profughi il prima possibile. “Sarà un’iniziativa che costerà” dichiara Letta “ma che è indispensabile per affrontare l’emergenza”.

Dal Quirinale arriva un’altra sollecitazione. I soccorritori di Lampedusa sono allo stremo, stanno lavorando tantissimo e non bisogna lasciarli soli, un’amministrazione comunale stremata e una cittadinanza esasperata. Napolitano ha parlato con il sindaco Giusy Nicolini delineando i problemi più impellenti: “Massima urgenza presenta il problema della destinazione delle bare che si sono accumulate nell’isola e del rapporto con le famiglie che giungono dai luoghi di provenienza delle vittime per identificare e riconoscere i loro cari. Egualmente urgente è il problema di trasferimento in altri centri siciliani dei sopravvissuti a cui l’isola non può più garantire una civile assistenza”. Intanto il ministro Cecile Kyenge invoca una diversa maggioranza per abolire la Bossi-Fini. Il centro-destra insorge. Letta la vorrebbe cambiare “come uomo e come politico” dice. Ma Angelino Alfano insiste: “abolire la Bossi-Fini è una declamazione demagogica”. No Alfano, si chiama iniziare a compiere gesti solidari che non prevedono unicamente il proprio tornaconto.

Glenda Silvestri

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/phauly/2527694998/”>phauly</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/”>cc</a>

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