Non sarebbe bello leggere meno cronaca nera?Tribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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Non sarebbe bello leggere meno cronaca nera?

Da Garlasco fino al caso più recente di Firenze ogni volta che capita qualche fatto di cronaca nera tutti i media ci sguazzano per mesi con il paradosso che gli italiani sono sempre molto informati su ogni dettaglio dei delitti irrisolti mentre al contrario vengono lasciati in una totale ignoranza su altri temi ben più importanti per la vita di tutti. Inoltre sarebbe anche una forma di rispetto per i familiari delle vittime non gettare in pasto al pubblico fatti e drammi privati. 

La cronaca nera è probabilmente la materia in cui gli italiani sono più preparati in assoluto. Quando si parla di geopolitica e di guerre infatti evidentemente i media non riescono a essere completamente indipendenti e finiscono per mostrare verità parziali, a “pezzi”, mostrando spesso e volentieri la loro visione dei fatti. Invece quando si parla di cronaca nera ecco che le immagini straziate dei vari delitti ottengono subito le prime pagine e la massima attenzione da parte dei media. Armi di distrazione di massa per certi versi che servono a impegnare milioni di italiani che morbosamente non faranno altro che cercare informazioni  sul delitto del momento. Così in un momento in cui il terrorismo avanza e in cui lo spettro della guerra aleggia sempre di più si preferisce dare spazio alla cronaca nera, l’ultimo caso è quello dell’americana uccisa a Firenze. Brutto da dire ma che utilità pubblica può avere intervistare ogni volta i genitori della vittima cercando in modo morboso di inquadrare la madre o la sorella in lacrime? Si tratta di una pornografia da cronaca nera inaccettabile per un paese civile che non è nemmeno in grado di mettere gli eventi nella giusta scala di importanza, con il risultato che un delitto irrisolto a Firenze occupa più spazio sui giornali di notizie ben più importanti e che riguardano potenzialmente la vita di milioni di persone. Inoltre ormai una volta consumatosi un delitto, in che modo si aiutano le indagini e i familiari della vittima mettendo in pasto al pubblico ogni dettaglio della vita privata delle persone coinvolte? La cosa migliore sarebbe lasciare che la giustizia faccia il suo corso, e magari per i familiari delle vittime sarebbe anche molto meglio non parlarne proprio di episodi di cronaca nera locali che dovrebbero interessare solo le autorità e la comunità coinvolta, non certo milioni di curiosi in morbosa attesa di ricevere nuove illazioni e di discutere al bar su chi, secondo loro, sarebbe il colpevole.

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