Nord Corea. E se non fosse Pyongyang l'unica minaccia?Tribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Nord Corea. E se non fosse Pyongyang l’unica minaccia?

La Sud Corea ha annunciato che un nuovo test nucleare da parte di Pyongyang sarebbe “non imminente. La tensione comunque resta altissima, anche perchè esiste il timore che possano essere gli Stati Uniti a colpire per primi.

E se alla fine fossero gli Stati Uniti i primi a colpire Pyongyang? La situazione sembra essere talmente incerta che risulta difficile, se non impossibile, capire quello che accadrà da qui alle prossime settimane. La retorica bellicista di Pyongyang ha spaventato i media di mezzo mondo, ma almeno per il momento è rimasta lettera morta, al contrario invece degli spostamenti di armamenti e truppe operati da Washington, quelli sì tremendamente reali. Nelle scorse ore inoltre si riteneva che la Nord Corea potesse essere molto vicina a operare il suo quarto test nucleare, ma oggi Seul ha fatto sapere di ritenere “non imminente” il nuovo test di Pyongyang. Il ministero della Difesa di Seul ha infatti detto alla Reuters che non dovrebbero esserci test nucleari da parte della Corea del Nord nell’immediato futuro.

Tuttavia poche ore prima di queste dichiarazioni, altre fonti parlavano invece di strane manovre di Pyongyang nella zona di Punggye-ri, la stessa dove il 12 febbraio era stato realizzato il terzo test nucleare della Nord Corea. “Abbiamo avvistato una attività crescente di forza lavoro e veicoli nei pressi del tunnel meridionale nella zona di Punggye-ri dove il regime ha lavorato nelle strutture limitrofe per il suo terzo test nucleare di febbraio” ha detto a Russia Today uno degli ufficiali di Seul, “e i movimenti sembrano essere simili a quelli che hanno preceduto il terzo test“. Il timore vero è che la Nord Corea possa quindi realizzare un nuovo test nucleare la prossima settimana, proprio quando gli Stati Uniti hanno appena rimandato il loro test missilistico a maggio per evitare provocazioni nei confronti della Nord Corea. Una delle date possibili è il 10 aprile, data a partire dalla quale le autorità nordcoreane hanno dichiarato di non poter più garantire la sicurezza del personale diplomatico straniero.

 

La situazione comunque, rispetto a pochi giorni fa, sembra essere leggermente migliorata, anche se il timore di nuove provocazioni da parte della Nord Corea rimane sullo sfondo. Il presidente cinese Xi Jinping ha detto domenica di ritenere inaccettabile per qualsiasi paese alzare la tensione e mettere un’intera regione mondiale nel caos, un chiaro messaggio alla Nord Corea, ma forse non solo. La Cina continua a essere uno dei maggiori alleati, se non l’unico, della Nord Corea. Lo stesso giorno l’agenzia giapponese Jiji News ha fatto sapere che il ministro della Difesa nipponico ha dato ordine di distruggere ogni missile che andrà in direzione del Giappone.

Molti hanno paura che in questi giorni possa capitare un qualsiasi incidente capace di portare a equivoci in grado di innestare una guerra globale. Questo è quello che ha portato il segretario della Difesa Chuck Hagel a rimandare il test nucleare americano. Sempre per raffreddare la tensione il segretario di Stato americano John Kerry ha incluso Seul, Pechino e Tokyo nel suo prossimo viaggio previsto nella prossima settimana nella speranza che la diplomazia dia a Pyongyang la possibilità di evitare la crisi militare. Attualmente la Nord Corea ha mobilitato i suoi missili Musudan, i quali possono coprire una distanza di circa 3.000 chilometri. Questo significa che i potenziali obiettivi della Nord Corea potrebbero essere la Sud Corea, il Giappone e le basi militari americane di Guam.

 

Ma se non fosse la Nord Corea a dare fuoco alle polveri? In molti temono che possa essere la Casa Bianca a perdere la testa e a prendere sul serio le minacce di Pyongyang, dando inizio a una escalation di ostilità nella regione, e quindi nel mondo. La pensa così ad esempio Michel Chossudovsky, direttore del Centro della Ricerca e della Globalizzazione, e professore di economia all’Università di Ottawa. Chossudovsky ha detto a RT  di temere che possa essere proprio il Pentagono a cominciare una guerra, ancor più che gli Stati Uniti dispongono di alcune armi nucleare tattiche che possono essere utilizzate anche in contesti di guerra convenzionale. Il rischio esistente è una guerra preventiva da parte della Casa Bianca potrebbe, vista la tensione che si è sollevata, essere l’anticamera di una guerra globale.

d.c.

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