Nord Corea, l'atomica e l'ipocrisia dell'OccidenteTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Nord Corea, l’atomica e l’ipocrisia dell’Occidente

La Nord Corea sarebbe diventata una potenza nucleare secondo l’agenzia di stampa di Pyongyang, ripresa anche da Russia Today. Kim Jong-Un ha infatti dichiarato di possedere la bomba a idrogeno scatenando subito clamore e preoccupazione nel mondo che si autodefinisce “libero”. Eppure altri paesi in passato si dotarono di armi nucleari senza destare alcuna protesta…

Kim Jong-un, il grande “spauracchio” per il mondo che si autodefinisce libero e democratico, il pericoloso comunista accusato di compiere immani nefandezze, peraltro sempre puntualmente smentite, avrebbe dichiarato che la Nord Corea sarebbe entrata in possesso della bomba a idrogeno. La notizia è stata lanciata dall’agenzia stampa di Pyongyang ed è stata ripresa da Russia Today: “Siamo riusciti a diventare una grande potenza nucleare capace di difendere l’indipendenza e la dignità nazionale della nostra patria attraverso potenti attacchi nucleari e all’idrogeno“. Si tratta in effetti della prima volta che il leader nordcoreano ha dichiarato pubblicamente di possedere la bomba a idrogeno, e chiaramente la notizia non è passata inosservata. La Corea del Nord in passato ha testato per tre volte la bomba atomica, nel 2006, nel 2009 e nel 2013, guadagnandosi così l’imposizione di pesanti sanzioni internazionali. La Sud Corea peraltro ha commentato la notizia con scetticismo accusando la Nord Corea di aver fatto solamente semplice propaganda.

Ora aldilà di come qualcuno la possa pensare sul governo della Nord Corea rimane il fatto che in passato altri paesi si sono dotati di armi nucleari senza che nessuno abbia mosso un dito per fermarli. Il Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) è il trattato che oggi dovrebbe regolare le armi nucleari ed è basato sul principio del disarmo, della non proliferazione e dell’uso pacifico del nucleare. Il trattato venne firmato nel 1968 da Unione Sovietica, Stati Uniti e Regno Unito, era composto da 11 articoli e proibisce agli stati firmatari “non nucleari” di procurarsi tali armamenti. Di conseguenza si tratta di un trattato fortemente discriminatorio in quanto scava un solco tra i paesi che possiedono tali armi, e le vogliono tenere, e gli altri. Il trattato entrò in vigore nel 1970 ma Francia e Cina, altre potenze munite di armi nucleari, vi aderirono solamente nel 1992. La Nord Corea si ritirò dal trattato nel 2001 e avrebbe poi sviluppato le proprie armi nucleari con la stampa mondiale sempre con il “fiato sospeso”. Peccato che nessuno abbia mai storto il naso quando a sviluppare le armi nucleari fu il Sudafrica razzista (in teoria il Sudafrica dichiarò poi di aver smantellato le sue testate nucleari e ha aderito al TNP ma solo nel 1991), un saldo alleato dell’Occidente contro l’ “Impero del Male” dell’Urss.

Nessuno si turbò nemmeno di fronte a Israele che, non aderendo al trattato, possiede comunque armi nucleari che si stimano persino intorno alle 400, e di fronte all’India che non ha mai aderito al trattato e disporrebbe di almeno 90 testate nucleari. Anche il Pakistan avrebbe armi nucleari ma nessuno ha mai sollevato il problema, che invece si materializza ogni qual volta si parla di paesi considerati “nemici” come l’Iran e la Corea del Nord appunto.Infine ricordiamo come proprio coloro che più si dichiarano preoccupati per le parole della Corea del Nord, ovvero gli americani, siano proprio gli unici ad averle utilizzate, peraltro in modo a dir poco spaventoso, in Giappone nel 1945.

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