Nucleare. Ecco gli scenari dell'accordo con l'IranTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Nucleare. Ecco gli scenari dell’accordo con l’Iran

L’accordo Usa-Iran sul nucleare è ormai alle porte, e chiaramente dopo che verrà siglato cambieranno anche le prospettive a medio e breve termine per tutto il Medio Oriente. Israele chiaramente non è per nulla contento dell’accordo, e questo potrebbe creare una frattura con Washington.

Ormai le parti danno l’accordo sul nucleare iraniano in quel di Vienna come imminente, il che significa sostanzialmente che siamo alle porte di un cambiamento straordinario nell’assetto geopolitico mondiale. L’Iran infatti era costretto a uno stato di “paria” internazionale sin dai tempi della rivoluzione di Khomeini del 1979, e le recenti sanzioni economiche internazionali comminate contro Teheran per punirla per via del suo contestato programma nucleare avevano contribuito ad accrescere l’isolamento con l’Occidente della Repubblica Islamica. Anche perchè Israele ha da sempre fatto forti pressioni per far saltare il banco dei negoziati sul nucleare, e in passato Usa e Israele si sono resi responsabili di veri e propri sabotaggi per provare a fermare un programma nucleare che a Teheran hanno sempre giurato, senza essere smentiti, avesse scopi unicamente pacifici.

Ma si sa, Netanyahu ha vinto le elezioni in Israele proprio proponendo il pugno duro nei confronti dell’Iran, divenuta una vera e propria ossessione nazionale. Di conseguenza Tel Aviv continuerà in tutti i modi a esercitare pressioni sulla comunità internazionale contro Teheran, anche se la posizione dell’Iran verrà rafforzata non poco dall’accordo sul nucleare. Tale accordo, ormai quasi scontato, toglierebbe le sanzioni economiche su Teheran, permettendo quindi al governo iraniano di respirare e di poter inaugurare una nuova fase sia in politica interna, sia nei rapporti con l’estero.

Vi è infine un altro aspetto molto importante, ovvero che l’accordo sul nucleare potrebbe anche suonare a Teheran come un riconoscimento vero e proprio quale potenza regionale, e questo consentirebbe all’Iran di proporsi come elemento stabilizzatore nelle sue zone di influenza, che vanno dalla Siria all’Iraq, guardacaso quelle stesse regioni interessate dalle conquiste dello Stato Islamico, sunnita e acerrimo nemico degli interessi geopolitici di Teheran. E se fino a questo punto Usa e Israele erano dalla stessa parte nel finanziare l’opposizione siriana contro Assad, ecco che l’accordo con Teheran potrebbe parzialmente modificare le cose, ancor più che l’Iran è ampiamente coinvolto nella guerra civile siriana anche grazie alla partecipazione delle milizie sciite di Hezbollah, da sempre legate a doppio filo con Teheran.

Gb

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