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domenica , 26 marzo 2017
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Nuova Aviaria, vecchia truffa?

I media mondiali parlano nuovamente con toni allarmati di una nuova infezione di influenza aviaria, più virulenta e pericolosa della precedente, sviluppatasi in Asia, più precisamente a Shangai. Siamo di fronte a un pericolo reale o a una nuova mistificazione a scopi commerciali?

Cina, Giappone e Vietnam sono ufficialmente in allerta a causa della nuova infezione di influenza Aviaria che i media hanno, come al solito, messo in prima pagina. Negli ultimi dieci anni infatti abbiamo potuto constatare come viaggino di più le informazioni allarmistiche su un virus rispetto al virus stesso. Al momento sembra che la nuova influenza Aviaria, catalogata come H7N9, avrebbe già ucciso cinque persone. Quattro persone sono morte nella città di Shangai,una quinta è morta nella provincia vicina di Zhejiang. Gli scienziati che stanno studiando esemplari del virus presi dall’uomo cinese morto a marzo in ospedale, sostengono che questa infezione sarebbe più difficile da debellare rispetto alla più comune H5N1. Inoltre sempre gli scienziati avrebbero fatto sapere che questo nuovo virus sarebbe in grado di lasciare sintomi non riscontrabili negli uccelli, e invece letali per gli esseri umani. Insomma sarebbe un virus silenzioso, di cui sarebbe difficile accorgersi nel pollame e nei volatili. Il ministro della Salute cinese si è subito mobilitato per combattere il virus, e i passeggeri che volano per e da Hong Kong sono stati obbligati a compilare un questionario sulle loro condizioni di salute. Il Vietnam inoltre ha vietato le importazioni di pollame proveniente dalla Cina per evitare rischi di contagio. Il timore è il solito, quello della pandemia, del contagio da essere umano a essere umano. Insomma in questi periodi drammatici per il nostro pianeta, ci mancava il rischio e lo spauracchio dell’epidemia di influenza aviaria..

Two women ride past the Beijing Center for Disease Prevention and Control after the arrival there of testing kits for the H7N9 bird flu virus in Beijing on April 4, 2013. (AFP Photo/Mark Ralston)

 (AFP Photo/Mark Ralston)

Tuttiavia c’è qualcosa di strano dietro questa epidemia. Secondo le statistiche della World Health Organization il rischio di una pandemia non sarebbe applicabile all’influenza aviaria, che risulta essere persino meno letale rispetto alle influenze stagionali. Più di tutto parlano i numeri: l’influenza aviaria ha ucciso 371 persone dal 2003 a oggi, mentre quella suina ne ha uccise 18,138. Nello stesso periodo però, l’influenza normale comune, ha ucciso qualcosa come 250,000 persone all’anno. Una differenza incredibile dal punto di vista numerico che non spiega quindi l’allarmismo dei media e dei governi sul tema. Per questo motivo non hanno tutti i torti coloro che vedono dietro questa nuova influenza aviaria un piano orchestrato dalle compagnie parafarmaceutiche per fare profitti miliardari.Lo sostiene anche l’autorevole Russia Today che ha ricordato come nel 2010 il British Medical Journal e il Daily Mail hanno pubblicato una lista di venti persone che hanno lavorato a stretto contatto con le compagnie farmaceutiche. Quello stesso anno la  World Health Organization è stata messa sotto esame dal Consiglio d’Europa che stava cercando un motivo per capire se ci fossero state collusioni sospette con compagnie farmaceutiche per esagerare la minaccia dell’influenza suina. Per vaccini e farmici contro l’influenza aviaria e suina sono stati spesi qualcosa come 18 miliardi di dollari, e il farmaco Tamiflu, prodotto in Svizzera, l’unico in grado di sconfiggere l’influenza suina, sarebbe stato messo sotto accusa da diverse organizzazioni. E se questa nuova aviaria serve a piazzare nuove scorte miliardarie di Tamiflu?

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