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venerdì , 15 dicembre 2017
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Nuovo Papa. Ecco perchè per noi sarà sempre una “fumata nera”

Media e tv impazziscono per l’elezione del nuovo Papa. Una piazza San Pietro gremita ha accolto con tripudio la “fumata bianca” che ha annunciato l’elezione del nuovo Papa. Tra folla in delirio prima ancora di sapere l’identità del nuovo pontefice, e lodi sperticate alla Chiesa, ecco perchè per noi non c’è molto per cui festeggiare. 

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Il nuovo Papa è stato eletto, ma non è molto importante la sua identità. Noi non avevamo preferenze del resto, un Papa vale l’altro, soprattutto quando i suoi predecessori sono stati un personaggio capace di concedere i funerali cattolici al dittatore Pinochet e non a un malato di sclerosi multipla come Welby, e un personaggio che nascondendosi dietro la Santità si è comportato da politico, contribuendo a picconare un sistema politico che veniva visto in modo negativo tanto dal “capitalismo”, quanto dalla “Chiesa”. Se poi si ripercorre brevemente la storia dell’Uomo e della Chiesa, ci balenano in mente solo nomi di altri Papi che definire, “discutibili” ci pare persino poco. Questa è solo la nostra opinione, quindi mettiamo avanti le mani e respingiamo al mittente ogni accusa di “faziosità” e “anticlericalismo”. Noi non stimiamo il Papa, non stimiamo la Chiesa cattolica, e questa è la nostra opinione. Siamo però dell’idea che chiunque debba essere libero di pensare quello che vuole e di credere nella religione che vuole, a patto però di non conculcare le libertà degli altri. Non sempre però le principali religioni di questo povero mondo, religione cattolica in primis, hanno dato sfoggio di questa tolleranza.

Sinceramente abbiamo provato una profonda tristezza nel vedere migliaia di fedeli in attesa esultare in modo folle quando dal camino di piazza San Pietro è uscito fuori il fumo bianco dell’ “Habemus Papam”. Ci rendiamo perfettamente conto di apparire antipatici, nel senso che la gioia sincera di migliaia di persone per bene non può essere considerato negativo di per sè, tuttavia ci riempie di tristezza perchè abbiamo constatato decine di migliaia di persone esultare senza nemmeno sapere quale sarà il futuro Papa.  Certo, siamo a conoscenza del valore simbolico della figura del Papa, ci rendiamo conto dell’importanza simbolica per la Fede dell’elezione di un Pontefice, tuttavia siamo nel 2013, e crediamo di non offendere nessuno nell’esprimere la nostra opinione, ovvero che ci piacerebbe vedere decine di migliaia di persone darsi fare materialmente per difendere i propri ideali religiosi, e non invece dare una cieca  approvazione alla Chiesa Cattolica, struttura questa tanto umana e ben poco divina. Detto questo se il futuro pontefice ci smentirà mostrandosi seriamente come un difensore senza macchia degli oppressi, ben venga. Temiamo che debba però cominciare proprio dalla Chiesa, la stessa che lo ha eletto, la stessa Chiesa che è contraria ai preservativi, all’aborto, al divorzio. Sarebbe come, passateci il paragone, affidare a un uomo proveniente dal XVI secolo il ministero dell’Innovazione in un governo del XXI secolo. Con la crisi economica e di valori, evidentemente, torna la voglia dell’uomo della Provvidenza, e anche le persone più insospettabili credono in fondo in fondo che un nuovo Pontefice potrebbe rappresentare una svolta. Ignorano, o forse non possono capire, che il cambiamento in positivo nella società può venire proprio da parte degli esseri umani, e che il Papa è niente altro che un uomo come loro, solo leggermente più potente e ricco. Se questo Papa sarà il Papa del rinnovamento, allora che cominci pagando l’Imu, assicurando alla giustizia i preti pedofili, dimostrando la tolleranza anche nei fatti di tutti i giorni e aprendosi ai diritti civili (aborto, omosessuali, divorzio). Se no sarà un Papa come gli altri…

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