Nuovo record disoccupazione giovanile: 44,2%Tribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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Nuovo record disoccupazione giovanile: 44,2%

Mentre ci si accapiglia sull’Articolo 18, che peraltro non è certo il motivo per cui le aziende non assumono, arrivano i dati Istat sulla disoccupazione e sono spaventosi: tra i 15-24enni la percentuale è salita al 44,2%. Il governo e i giornalisti sembrano non avere la minima idea di quello che succede nel paese reale. 

I giornalisti si sorprendono, sembrano quasi spaventati nel commentare la percentuale del 44,2% di disoccupazione nella fascia 15-24anni, e dimostrano solamente una cosa, ovvero di non avere la minima idea di quello che accade là fuori. Vuoi perchè il lavoro loro ce l’hanno, vuoi perchè frequentano altri ambienti, sembra quasi che siano tutti spaventati di fronte alla nuda verità delle cifre, e invece se avessero il polso della realtà si renderebbero conto che è una percentuale persino troppo bassa dal momento che il lavoro in Italia semplicemente non esiste più. Se non ci credete aprite uno dei tanti siti web di ricerca di lavoro, troverete decine di offerte per “Teleselling Outbound” per “Dialogatori frontali” e magari qualche “Fresatore con esperienza”, una manciata di posti, spesso precari e malpagati, a fronte di decine di migliaia di ragazzi che cercano la loro prima occupazione senza riuscirci. Eppure sembra che Renzi, i giornalisti, i politici, vivano in un altro mondo. Parlano di Jobs Act, di abolire l’Articolo 18, pensando che forse i lavoratori siano troppo tutelati, ma quali lavoratori? La realtà è che in Italia il lavoro non esiste più, e non esistono motivi di pensare che esisterà in futuro, fermo restando che lavori come “Stage”, “Tirocini” etc. in realtà non sono lavori ma prestazioni di sfruttamento vere e proprie dove studenti e ragazzi vengono fatti lavorare otto ore a fronte di nulla sfruttando il fatto che siano alla prima occupazione o alla disperata ricerca di un lavoro. Ora però che arrivano i numeri, eccoli spaventarsi, come se le storie di degrado e sofferenza in realtà non contassero nulla. E secondo Matteo Renzi il problema non è creare lavoro per i disoccupati ma permettere agli imprenditori di licenziare a proprio piacimento! Detto questo sono arrivati i dati Istat e sono oggettivamente spaventosi:  il tasso di disoccupazione dei 15-24enni ad agosto in Italia è stato del 44,2%, in aumento di un punto percentuale rispetto al mese precedente e di 3,6 punti nei dodici mesi. Dal calcolo sono esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro. Questo vuol dire che il numero complessivo sarebbe in realtà molto più alto. Il tasso dello scorso agosto rappresenta il livello più alto mai raggionto dal 2004, inizio delle serie storiche mensili, e dal 1977, inizio delle pubblicazioni delle serie storiche trimestrali. I disoccupati tra i 15-24enni sono 710mila e il tasso di occupazione giovanile si attesta al 15%, in calo di 0,5 punti percentuali su mese e di 1,4 punti su anno, ai minimi anche in questo casco dal 2004. Secondo l’istat il numero attuale di disoccupati totali si attesta intorno a 3 milioni e 134mila persone, facendo quindi segnare un lieve aumento degli occupati che però non ha ripercussioni positive sul contesto. Incredibilmente poi si pensa di ragionare per “categorie” ovvero considerando “giovani” quelli tra i 15 e i 24 anni e considerando invece non un problema le centinaia di migliaia di uomini e donne tra i 25 e i 40 anni che pur essendo ancora giovani non riescono a entrare nel mondo del lavoro in quanto troppo “vecchi”. Il governo semplicemente non si cura di loro, e guarda e passa, preferendo concentrarsi nella distruzione delle tutele sul lavoro.

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