Obama criticato per la visita a Cuba, ma sauditi ed Erdogan vanno beneTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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Obama criticato per la visita a Cuba, ma sauditi ed Erdogan vanno bene

Sembra una presa in giro, e invece è realtà. Barack Obama andrà a Cuba il 21 e il 22 marzo e sarà quindi il primo presidente americano a calcare il suolo cubano da oltre 80 anni, ma incredibilmente  i repubblicani insorgono e attaccano ancora L’Avana. Eppure quegli stessi repubblicani che chiamano Cuba una “dittatura” quando Obama incontra Erdogan o la monarchia saudita, tacciono miseramente. 

Ormai sembra quasi che la vicenda del presunto disgelo tra Washington e L’Avana abbia assunto i connotati della farsa. In primis finora il presunto riavvicinamento tra Cuba e Usa è stato presentato come una sorta di vittoria degli Stati Uniti e dell’amministrazione Obama, eppure l’embargo rimane ancora lì  in tutta la sua pervicacia, e il Congresso americano non sembra avere la minima idea di toglierlo. Nonostante l’Onu, l’Unicef e tantissime organizzazioni internazionali abbiano da sempre elogiato Cuba per la lotta contro la povertà, l’analfabetismo, la sanità e l’istruzione di altissimo livello garantite a tutti, ovviamente il fatto che il governo di Raul Castro si ritenga ancora fieramente comunista è un qualcosa di inammissibile per gli americani. Peccato che proprio gli americani si ergano a paladini della libertà, e allora non si comprende come mai non rispettino il diritto di Cuba a essere sovrana, indipendente e soprattutto in grado di decidere da sola il proprio destino. Obama il 21 e il 22 marzo sarà il primo presidente americano a calcare il suolo cubano dopo 80 anni, eppure Marco Rubio, candidato repubblicano alle presidenziali del 2016, ha avuto il coraggio di prendere le distanze accusando ancora una volta Cuba di essere una dittatura. Eppure i vari Rubio, Cruz e tutti gli altri pasdaran che continuano a lanciarsi contro Cuba come mai tacciono quando si parla dei rapporti degli Stati Uniti con paesi come Arabia Saudita, Turchia, Qatar e così via? Siamo di fronte ancora una volta a quel doppiopesismo americano che ha ormai triturato ogni residua credibilità. E fa ancora più sorridere il fatto che Obama abbia promesso di tirare le orecchie a Cuba sulla “libertà” e i diritti civili direttamente nel corso della sua visita. Magari Raul e Fidel potrebbero ricordargli la Baia dei Porci, i bombardamenti dell’Iraq, Guantanamo e i continui casi di malapolizia ai danni della popolazione di colore che avvengono negli Stati Uniti.

Tribuno del Popolo

 

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