Obama e Bush sempre più due facce della stessa medagliaTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Obama e Bush sempre più due facce della stessa medaglia

Da Al Qaeda all’Isis, da Bush a Obama. Dopo il discorso di Obama che apre alla guerra totale contro il terrorismo le similitudini tra i due presidenti sono sempre più. E lo spettro del terrore serve ancora a giustificare guerre sempre più globali e capillari. 

Vi ricordate il volto vispo di Bush Jr.? Anche chi vi scrive, proprio come molti di voi, lo riteneva il principale responsabile delle guerre che hanno insanguinato il mondo nell’ultimo decennio. Tutti voi avete negli occhi l’11 settembre con tutte le sue incongruenze e tutto quello che provocò, dalla guerra all’Afghanistan sino alla guerra con le prove false all’Iraq. Obama rappresentò il vento nuovo ovvero l’uomo della provvidenza che avrebbe dovuto inaugurare una nuova era per gli Stati Uniti. Quando poi vinse il Nobel per la Pace tutti quanti pensarono, realmente, di aver trovato l’uomo giusto, l’uomo capace di portare la pace e che ha convinto tutti proprio accusando la politica estera di Bush e soci. E invece poi ci si accorge che Obama utilizza la stessa retorica di Bush parlando di “evil”, una prosecuzione dell’impero del male di reaganiana memoria o dell’asse del male di Bush. Ancora una volta ci sono i buoni da una parte, di cui ovviamente gli Usa sono i capi, e i “cattivi” dall’altra, un grande calderone all’interno del quale sono contenuti tutti i nemici di Washington senza distinzioni. Una sorta di brodo tutto nero all’interno del quale c’è l’Isis, c’è Al Qaeda ma ci sono anche i comunisti ovunque collocati, Cuba, il Venezuela, la Corea del Nord, l’Iran e la Russia. Una visione manichea che si sposa perfettamente con il “manifest destiny” americano, una sorta di ideale introiettato che non li rende poi così dissimili da quei miliziani dell’Isis che si ritengono investiti del diritto di fondare un Califfato. Insomma la retorica utilizzata è rimasta uguale ed evidentemente per perseguire gli stessi fini, ovvero la penetrazione degli interessi americani nell’area del Medio Oriente. Perchè diciamo questo? Perchè estremisti islamici hanno fin dall’inizio preso spunto dalle primavere arabe per imporsi e l’Occidente, sapendolo, non ha fatto nulla per fermarli utilizzandoli e finanziandoli contro Assad e Gheddafi. Ora che l’Isis “morde la mano al padrone”, l’isis diventa un problema, diventa l’ “evil”, il male, lo stesso “male assoluto” con il quale era connotato Saddam e con il quale hanno connotato Gheddafi e Assad. Erano buoni? sicuramente no, ma se c’è un Paese che, alla luce di tutte le guerre provocate e delle centinaia di migliaia di morti provocate non ha il diritto di individuare il “male”. Così 13 anni dopo siamo ancora a parlare di terrore e di crociate contro il male. Non sarebbe più facile chiederci che cosa alimenta questo “male del terrorismo”?

photo credit: <a href=”https://www.flickr.com/photos/raaphorst/2986604270/”>Marco Raaphorst</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/”>cc</a>

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