Obama ora cerca l'approvazione del Congresso per bombardare la SiriaTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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Obama indeciso se cercare l’approvazione del Congresso per bombardare la Siria

Il presidente Obama ha affrontato il tema degli attacchi in Siria all’Isis. Questa volta il Congresso avrà voce in capitolo nella decisione? Già un anno fa la Casa Bianca aveva minacciato di bombardare la Siria, ma fortunatamente non se ne era fatto niente.

Già un anno fa gli attacchi aerei in Siria stavano per diventare realtà, poi non se ne fece nulla anche e soprattutto grazie alla presa di posizione della Russia. Questa volta almeno ufficialmente gli Usa sostengono di voler colpire l’Isis, ma molti analisti credono che sia un modo come un altro per intervenire in Siria e quindi per destabilizzare il governo dell’odiato Assad. Questa volta la Casa Bianca però suggerisce che potrebbe non essere necessaria l’approvazione del Congresso nella decisione se effettuare gli attacchi. A oggi si dice che Obama non ha ancora preso decisioni finali, e in molti dicono che ci sarebbe differenza tra i tentativi dell’anno scorso di attaccare la Siria come rappresaglia per il presunto utilizzo di armi chimiche (mai provato) da parte di Assad e una campagna di bombardamenti contro i militanti jihadisti dell’Isis. Peccato che proprio la Casa Bianca abbia affermato di non volerne sapere di coordinarsi con Damasco per effettuare gli attacchi, lasciando così aperte molte preoccupazioni. In sostanza l’Isis è un gruppo terroristico che rappresenterebbe una minaccia agli americani nella regione e potrebbe mettere in discussione gli interessi americani e dei loro alleati in tutto il mondo. Quindi non sarebbe del tutto necessario consultare il Congresso, questo nonostante ci siano molti membri sia dei democratici che dei repubblicani che vorrebbero invece votare in quanto critici della politica estera dell’amministrazione Obama oppure per ottenere un avallo a quel punto inattaccabile per procedere. Diversi esperti legali sostengono che Obama potrebbe procedere con gli attacchi aerei senza sentire il congresso, mentre altri sostengono che solo la Costituzione può, attraverso il Congresso, approvare una guerra.  Ma una serie di attacchi aerei di pochi giorni non potrebbe essere considerata una guerra, aggirando così il problema. Del resto proprio Obama ha approvato gli attacchi contro l’Isis in Iraq senza sentire il Congresso. Ma attaccare la Siria porrebbe nuovi problemi inerenti la legge internazionale dal momento che il modo migliore per affrontare la guerra sarebbe ottenere una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, cosa impossibile dal momento che la Russia pone il veto per appoggiare il legittimo presidente Assad a Damasco. Quindi gli Stati Uniti dovrebbero porre la questione della “sicurezza collettiva” per provare a trovare una base per far accettare gli attacchi in Siria, fingendo che gli attacchi all’Isis in Iraq siano collegati a quelli imminenti in Siria. Il timore che invece sia un modo per andare tanto quanto l’Isis, quanto contro Damasco, è reale.

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