Obama tira acqua al suo mulino nel suo ultimo discorsoTribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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Obama tira acqua al suo mulino nel suo ultimo discorso

Barack Obama ha tenuto il suo ultimo discorso da presidente e lo ha fatto esaltando il Paese che secondo lui avrebbe a oggi ancora l’economia più forte del mondo. Obama ha criticato l’approccio repubblicano da “bombardamenti a tappeto” ed è subito stato esaltato in Europa. Peccato che proprio l’amministrazione Obama sia stata protagonista delle scelte dissennate in politica estera in Medio Oriente, vedi quanto sta accadendo in Siria, Libia, ma anche in Europa dell’Est in Ucraina.

Quasi tutti hanno accolto con vivo entusiasmo l’ultimo discorso tenuto da Barack Obama come presidente degli Usa sullo Stato dell’Unione. In tanti, gli stessi che hanno creduto al suo “Yes We Can”, si sono quasi commossi di fronte all’ottimismo del presidente americano che ha colto l’occasione per ricordare al mondo come l’America resti la nazione più forte e l’economia più florida su scala globale. Obama ha anche attaccato i repubblicani accusandoli di voler ricorrere sempre e comunque ai bombardamenti a tappeto in ogni scacchiere globale per risolvere i problemi, dimenticandosi forse che negli ultimi cinque anni gli Usa anche se non hanno bombardato attivamente come i Bush comunque non hanno certo lasciato una buona impressione in Medio Oriente e in politica estera in generale. Obama infatti si è già dimenticato di avere in Ucraina appoggiato con ogni mezzo il Maidan, anche di fronte alle bande di estrema destra per la cacciata di Yanukovich? E sempre a Obama si deve in gran parte questa nuova ondata di russofobia, con la Casa Bianca che è sembrata quasi più preoccupata dal Cremlino che dal Califfo. Anche l’atteggiamento americano nei confronti di paesi come l’Arabia Saudita e la Turchia è apparso perlomeno contraddittorio rispetto ai proclami di libertà e democrazia fatti dalla Casa Bianca.  Sempre Obama inoltre dovrebbe essere molto meno convinto quando parla degli Stati Uniti, ricordandosi che ad esempio in Europa non accade che ogni anno migliaia di persone vengano uccise a colpi di arma da fuoco. Se non altro ha avuto il merito nel corso del suo ultimo discorso di ammettere che la politica americana è viziata dal “peso del denaro nelle campagne elettorali”. Obama ha anche detto di sperare che la New Economy offra a ciascuno “eque opportunità”, ricordando con il suo mandato di aver dimezzato il tasso di disoccupazione. Peccato che ogni presidente non ammetterà mai che dietro la patina di paese dominante e in continua crescita si nascondono anche sacche di miseria impensabile.

Infine poteva forse Obama non ricordare che gli Usa dispongono ancora oggi del miglior esercito del mondo, il più forte “più delle otto nazioni che la seguono messe insieme”. Raggiante il presidente americano ha ricordato che in caso di crisi in giro per il mondo tutti vanno a chiedere l’aiuto degli Usa, e non della Cina o della Russia. Peccato che questo sia vero più per la minaccia che per la reale convinzione che gli Usa possano aiutare in modo disinteressato una nazione. E guardacaso proprio Obama ha sottolineato come spetti agli Usa realizzare un nuovo sistema di relazioni internazionali rasentando poi il grottesco quando, parlando della lotta all’Isis, ha detto “chi ha dei dubbi sulla mia determinazione, vada a chiedere a Osama Bin Laden“.  Parole grottesche dal momento che il cadavere presunto di Osama Bin Laden, l’uomo in nome del quale sono stati condotti dieci anni di guerra, non è nemmeno stato mostrato, di conseguenza bisogna credergli sulla parola. Infine un dato di fatto, non prova imbarazzo Obama  a vantarsi per la lotta all’Isis quando gli Usa sono sistematicamente nemici di ogni realtà che combatte sul campo l’Isis (Hezbollah, Assad, Russia, Iran, Iraq), e amici di ogni paese che indirettamente lo appoggia (Turchia, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti).

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