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venerdì , 24 marzo 2017
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Occupazioni: qualcosa di strano

Il periodo di Novembre, all’interno del mondo studentesco, è sempre stato caratterizzato da una contestazione fatta mediante cortei ed occupazioni. Ed è proprio sulle occupazioni vogliamo che vogliamo soffermarci, perchè, quest’anno, qualcosa non va.

Le occupazioni sono un momento di raccoglimento per gli studenti, per mettere assieme le idee, per far sentire la propria voce e per imparare al meglio a stare con gli altri. Generalmente vengono concordate durante le assemblee di istituto, organizzate dai collettivi, che si preoccupano anche della messa in pratica di attività e laboratori in cui ritrovarsi e discutere. Si, perchè forse è proprio questo che manca all’apparato scolastico odierno, in cui vi è una grande divulgazione di nozioni, che lascia però pochissimo spazio alla discussione.

Nei giorni scorsi, durante le occupazioni, sono successe però cose “un po’ strane”. Ieri, ad esempio, al Liceo Leonardo Da Vinci di Milano gli studenti avevano deciso di occupare il proprio istituto, ma si sono trovati di fronte la preside che, dopo aver inviato una mail ai genitori degli studenti con oggetto : “Scuola sotto assedio” e come testo Scriviamo per segnalare che la scuola è assediata da un nutrito gruppo di studenti facinorosi” , ha deciso di barricarsi lei stessa per evitare l’occupazione, dando dei fascisti agli studenti in protesta, credendo probabilmente che questi volessero andare contro alla scuola in sè e ai suoi insegnanti. La preside ha concluso un’intervista dichiarando che “è giusto che gli studenti pensino con la propria testa”. Peccato che forse è stata proprio la preside ad impedir loro di farlo, volendo decidere lei, per tutti, i mezzi con cui portare avanti la protesta, come ha lasciato intendere in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Tutto un altro discorso invece a Palermo, al Liceo Rutelli, dove gli studenti, da giorni già in occupazione, sono stati aggrediti durante un raid notturno da un folto numero di persone armate di spranghe e catene. Gli aggressori si sono poi accaniti sugli arredi scolastici, sfasciando porte e svuotando estintori. Uno studente che ha provato a resistere ha riportato diverse contusioni al viso.
Il preside ha sporto denuncia, chiedendo anche di intensificare le ronde di Polizia e Carabinieri attorno alla scuola, in maniera tale da evitare altri assalti.

Due casi, quelli di Milano e Palermo, dove l’ombra nera è ben presente. Da una parte, a Milano, dove forse si è gridato “al lupo, al lupo” senza che ce ne fosse bisogno, e dall’altra, a Palermo, dove forse è il caso di prendere seri accorgimenti e provvedimenti contro “i lupi”.

A.Assorgia

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