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mercoledì , 16 agosto 2017
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Occupazioni, sentenze di sfratto e nuove case. Chi si occupa del problema abitativo?

Un’inchiesta sulla problematica abitativa tenta di far emergere i dati relativi agli immobili che potrebbero risolvere tale piaga sociale. Ma l’inchiesta intende far capire cosa vuol dire vivere in occupazione attraverso le testimonianze di chi ci vive da anni.

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Fonte: Oltremedianews

Oggi giunge notizia dello sgombero di Mushrooms, lo studentato autogestito occupato ieri. Lo stabile, da anni abbandonato, è stato sottratto a rendita e speculazione da studenti e precari della Sapienza.

Il problema abitativo sembra ormai colpire non soltanto i ceti più poveri, ma, secondo quanto riportato qualche mese fa da questo articolo (leggi), sembra che le cose non siano cambiate, anzi la problematica sembra incrinarsi verso una discesa irrefrenabile.

Partiamo da un dato che fa accapponare la pelle: in Italia una famiglia ogni 50 viene sfrattata.
Di solito si pensa che il problema abitativo è relativo alle grandi metropoli, come Roma, Milano o Napoli, ma i dati parlano di un problema molto più ampio, esteso a tutta la penisola, da Canicattì a Bolzano. La classifica nazionale, relativa alle famiglie sfrattate, conta, tra i primi 10 posti, piccole città come: Livorno, Lodi, Novara, Modena, Pistoia, Trieste, Pavia, Rimini, Avellino e Roma, al decimo posto. Ma se si continua a scorrere la classifica si nota che dopo Roma ci sono altri piccoli centri, a testimonianza che il problema casa riguarda tutti.
Un altro dato che ci aiuta a capire questo problema è quello relativo alle sentenze di sfratto: nel 51% dei casi avviene nelle province e nel 49% nei comuni capoluoghi.
Una volta che abbiamo appurato che il problema abitativo è nazionale, cerchiamo di concentrarci sui dati.

Analizziamo i 10 anni che vanno dal 2001 e il 2011, dove le richieste di esecuzione degli ufficiali giudiziari al commissariato di forza pubblica sono state di circa 1milione e 159mila, le sentenze emesse sono state 544602 e gli sfratti eseguiti con forza pubblica sono stati 477903.
Secondo i dati forniti dall’Unione Inquilini, sempre in questo arco di 10 anni, sono state costruite 1milione mezzo di case nuove; la cifra di persone a cui manca un tetto sotto il quale vivere si aggirerebbe attorno al milione, il che vuol dire, che avanzerebbero un bel po’ di case da poter assegnare.
Ma, la realtà si chiama speculazione edilizia. La costruzione è avvenuta per un fabbisogno non reale, ,ma semplicemente per favorire i grandi imprenditori.

Cerchiamo di catalizzare l’attenzione su Roma.

A Roma e provincia si contano all’incirca 240000 case sfitte, ma è un dato che va limato. Bisogna togliere dal conteggio: le seconde case del litoranee, le seconde case di Roma, le case per rappresentanza (banche, politica), e le case affittate a nero. Così si giunge ad un dato che si aggira attorno alle 80000 case sfitte, che comunque sono tantissime.
I dati relativi al 2011 parlano di 6686 sentenze di sfratto; 5300 per morosità di cui 4678 nel comune di Roma e 652 in provincia.
Di queste 6686 sentenze di sfratto, circa 1173 sono avvenute su richiesta del comune di Roma per fine contratto e 65 per fine erogazione; mentre 628 sentenze per la necessità del locatore (ti sfratto perché ho bisogno della casa). In provincia ci sono state zero sentenze per la necessità del locatore.
Le richieste di esecuzione fatte dall’ufficiale giudiziario al commissariato della forza pubblica sono 7206 tra Roma e provincia, ma solo 2343 sono stati eseguiti con forza pubblica.

A Roma una famiglia ogni 257 viene sfrattata, ma letto così il dato non appare reale, perché tra queste 257 famiglie non vengono calcolati proprietari, usufruttuari,ecc. quindi si tratta di un calcolo lordo, il calcolo reale è attinente a quello nazionale: una famiglia ogni 50 viene sfrattata.

Nella capitale, giusto per fare le cose all’italiana, il problema invece di risolverlo si sta allargando a macchia d’olio. Dal 2012è stato azzerato il contributo d’affitto, contributo grazie al quale le 15000 famiglie romane non hanno problemi di morosità; questo azzeramento comporterebbe lo sfratto di queste famiglie, che fin ora, avendo percepito il contributo degli anni precedenti, sono riuscite ad ovviare al problema morosità.

Si tratta di un fondo nazionale (ex Fondi Gescal), articolo 11 legge431 del 1998, rivolto a favore di inquilini che sostengono canoni di affitto, pubblici e privati, particolarmente elevati in rapporto al reddito familiare. Su tale fondo è prima intervenuto il Governo Berlusconi, riducendolo dell’85% e poi il governo dei super tecnici (Monti) ma anche dei super sacrifici, che ha deciso bene di abrogarlo. Questo fondo equivale, più o meno, a quanto ha speso l’Italia per l’acquisto di un F-35.

Purtroppo le ultime elezioni politiche hanno confermato il disinteresse dei partiti per quanto riguarda la tematica dell’abitare.In nessun programma elettorale si è parlato di circa 1milione di studenti fuori sede, degli immigrati e dei precari, costretti a pagare affitti in nero, molte volte con un canone sproporzionato rispetto al vero valore dell’appartamento.

Nella prossima uscita parleremo della realtà delle occupazioni abitative, sentendo l’opinione di chi in occupazione ci vive da anni.

Nicola Gesualdo

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