Ocse. In aumento divario tra ricchi e poveriTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Ocse. In aumento divario tra ricchi e poveri

Ocse. In aumento divario tra ricchi e poveri

Secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) con la crisi economica i ricchi hanno perso meno reddito rispetto ai poveri. Sulla base del rapporto “Panorama sulla società” il divario sociale tra il 2007 e il 2010 è stato particolarmente importante in Spagna, Italia, Grecia, Irlanda ed Estonia.

In realtà l’Ocse con la pubblicazione del rapporto “Panorama sulla società” non ha scoperto nulla di nuovo dal momento che era ormai una verità diffusa che i ricchi abbiano subito meno di altri la crisi economica cominciata nel 2007-2008. Ad aumentare è proprio il divario tra ricchi e poveri e infatti l’Ocse ha chiesto con il suo rapporto di orientare la  protezione sociale verso i più svantaggiati, quelli che sono stati maggiormente colpiti dalla crisi e che hanno bisogno di una rete di sicurezza “minima” per non cadere nello status di “emarginati”. Dal momento che in molti ora parlano di ripresa economica, anche se il termine andrebbe preso con le molle, l’Ocse osserva che non ci può permettere di incorrere nel rischio di lasciarsi tentare dal rinvio delle riforme strutturali, in primis sanità e pensioni. Nel 2007 il numero di disoccupati nei 34 paesi membri Ocse era aumentato di un terzo arrivando a quota 48 milioni di persone, questo mentre la percentuale di persone che non ricevono alcun reddito da lavoro è raddoppiata in Irlanda, Spagna e Grecia. A essere colpiti ovviamente sono soprattutto i giovani e i lavoratori poco qualificati, mentre solamente le donne e gli over 65 avrebbero intrapreso un percorso di uscita dalla crisi. Rapporto alla mano Turchia, Spagna, Slovacchia, Grecia, Italia e Israele sono i paesi dove è più aumentata la povertà in questo periodo. Sorprendentemente nel 2010 la quantità maggiore di popolazione povera era concentrata in Israele con il 20,9%, in Messico con il 20,4%, in Turchia con il 19,3%, negli Stati Uniti con il 17,4% e in Spagna con il 15,4%. 

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