Ocse. Pil Italia -1,8%. Ripresa rimandata al 2014Tribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Ocse. Pil Italia -1,8%. Ripresa rimandata al 2014

Secondo l’Ocse la recessione in Italia sarebbe stata prolungata oltre il dovuto e continuerà per tutto il 2013. E il Pil italiano crescerà persino meno di quello della Spagna.

Il necessario risanamento dei conti pubblici e le restrittive condizioni di credito hanno prolungato la recessione in Italia, che continuerà per tutto il 2013“, lo ha detto l’Ocse all’interno del suo outlook semestrale. Inclementi i dati forniti dall’Ocse con le previsioni per il Pil italiano che sono al -1,8% nel 2013, dopo che era del -1% nel 2013 e del -1,5% delle previsioni dell’inizio di maggio. er il 2014 la stime è ora di una crescita dello 0,4% contro lo 0,6% anticipato sei mesi fa e il +0,5% di inizio maggio. “Tuttavia un po’ di sollievo dovrebbe giungere dal saldo dei debiti arretrati della pubblica amministrazione“, ha detto l’Ocse secondo cui l’impatto sul Pil non sarà superiore allo 0,5% nel 2013 e nel 2014. E così l’Italia sarà il paese con il peggior pronostico del Pil per l’anno dell’intera area Ocse. Peggio di noi solo la Grecia  (-4,8%), il Portogallo (-2,7%) e la Slovenia (-2,3%). Meglio di noi fa invece la Spagna (1,7%), con l’Italia che però rispetterà i parametri del Patto di Stabilità Ue sia per il 2013, sia per il 2014. 

Il deficit dovrebbe restare al 3% del Pil nel 2013 e intorno al 2,25% del Pil nel 2014“, questo grazie ai più bassi tassi di interesse sul debito e a un maggior ricorso di emissione di titoli a breve scadenza. Andrà molto peggio invece per il debito pubblico, che salirà fino al 134% del Pil. L’organizzazione si attende anche un peggioramento della disoccupazione che salirà all’11,9% quest’anno per arrivare fino al 12,5% nel 2014 con un calo dell’occupazione rispettivamente dell’1% e dello 0,6%. Tradotto vorrà dire che altre decine di migliaia di italiani perderanno il posto di lavoro nel giro dei prossimi mesi. Caleranno conseguentemente anche i redditi delle famiglie, e lo stesso Ocse ha suggerito di applicare delle riforme che favoriscano la crescita. Ma anche il resto dell’Europa non se la passa di certo meglio dal momento che secondo l’Ocse tutta l’Eurozona verrà attraversata da una recessione, in questo 2013, che sarà molto più profonda di quanto previsto, rendendo ancora più critica la situazione del mercato del lavoro. Tutta l’Europa dovrà quindi attendere il 2014 per sperare in una crescita e in un miglioramento nel settore dell’occupazione. Per quanto riguarda il resto del mondo invece, Stati Uniti e Giappone hanno fatto segnare un netto miglioramento, mentre a rimanere debole è soprattutto l’area Euro. L’Ocse prevede una crescita complessiva dei 34 paesi membri dell’1,2% nel 2013, un pò più lenta rispetto al pronostico di sei mesi fa (+1,4%), ma conferma la stime di +2,3% per il 2014. Per gli Usa, che “stanno iniziando a raccogliere i frutti del significativo aggiustamento che ha corretto gli squilibri ante-crisi”, le previsioni puntano a +1,9% (da +2%) quest’anno e +2,8% il prossimo.

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