Ocse: Previsioni drammatiche per la disoccupazione nel 2013 | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 22 maggio 2017
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Ocse: Previsioni drammatiche per la disoccupazione nel 2013

Maggio ha fatto registrare un nuovo, triste record per quanto riguarda la popolazione senza lavoro, ovvero l’11,1% della popolazione europea. In Spagna, Grecia e Portogallo si può già parlare di un dramma sociale, ma anche in Italia la crisi ha colpito durissima soprattutto i giovani, (il 50% è senza lavoro). E le cose, se possibile, peggioreranno, in Italia come in Europa.

La crisi esiste, e questo già lo sapevamo, così come sappiamo che per i giovani trovare un impiego sta diventando sempre più difficile. Ora a fotografare la situazione drammatica del paese è l’Ocse che ha pubblicato il suo ultimo rapporto sulle prospettive dell’occupazione a Parigi. Le stime, ahinoi, sono tutt’altro che incoraggianti, e il tasso dei senza lavoro dovrebbe schizzare nel 2012 fino al 9,4%, e poi nel 2013 fino al 9,9%, cifre da dramma sociale. E i precari? di male in peggio. Dati Ocse alla mano nel 2011 in Italia il 49,9% dei giovani tra 15 e 24 anni era precario, 3% in più rispetto all’anno precedente, e il 5% in più rispetto al 2009. Ma il rapporto Ocse ci dice anche che a oggi, il costo occupazionale della crisi, è stato pagato soprattutto da giovani e lavoratori meno qualificati, un dato che coincide con quello dell’Istat, che stabiliva al 36% il numero di giovani 15-24 anni senza lavoro. In Europa del resto la situazione non va di certo meglio, anzi.  Il paese dell’area Ocse con il tasso di disoccupazione più elevato resta la Spagna (24,6%, in crescita dello 0,3%), seguita dal Portogallo (dato stabile al 15,2%) e dall’Irlanda (dato stabile al14,6%). In tutta l’area Ocse, complessivamente, vi sarebbero circa 48 milioni di disoccupati, ben 15 in più rispetto all’inizio della crisi datato 2007.  Per ritornare ai livelli pre-crisi occupazionale servirebbero la creazione di circa 14 milioni di posti di lavoro, un’impresa mastodontica, forse impossibile senza mettere in discussione tutto il sistema economico che ha generato la crisi. L’unico paese dove per i giovani la situazione occupazionale negli ultimi 4 anni ha fatto segnare un segno positivo è, guarda un pò, la Germania della Merkel, mentre è peggiorata di ben 5,4 punti in Irlanda, di 3,5 punti in Grecia, e di 2 persino negli Stati Uniti.  La principale preoccupazione comunque secondo  l’Ocse, “è la disoccupazione giovanile e non l’aumento della loro inattività dopo i loro studi e la loro formazione. Tuttavia, in alcuni paesi, come il Belgio, l’Irlanda, l’Italia e il Lussemburgo, la quota dei giovani inattivi, che non studiano e non sono in formazione, è sensibilmente aumentata”. E come si sa un numero elevato di giovani senza lavoro o precari, aumenta il sentimento di frustrazione e di conseguenza la tentazione di abbracciare idee radicali e violente. Insomma per l’area Ocse, e in particolar modo per l’Europa, si prevedono tempi molto turbolenti.

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