Ocse sbugiarda il governo che distrugge la culturaTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Ocse sbugiarda il governo che distrugge la cultura

Ci hanno raccontato che la cultura e l’istruzione costano troppo, e che bisogna tagliare in nome dell’austerity. Niente di più falso, e ora lo certifica anche l’Ocse. 

Bugie, bugie e ancora bugie. Sono quelle che ci hanno raccontato per anni i politici che parlavano di spesa pubblica intollerabile in settori chiave come quello della cultura e dell’istruzione. Abbiamo troppi laureati”, urlava qualcuno, oppure troppi professori, oppure “l’università costa troppo“, tutte bugie bombardate dai media a getto continuo, bugie che hanno finito per scavare un senso comune tra la gente. Che fossero balle clamorose noi lo sapevamo, e lo abbiamo detto in tutti i modi possibili, ma ora lo ha certificato anche l’Ocse, mettendo nero su bianco. L’Ocse ha appena diffuso l’edizione 2013 del suo Rapporto sullo stato dell’istruzione a livello mondiale e qui si parla anche del nostro Paese. Numeri alla mano, costi privati, statistiche e tutto il resto, emerge un quadro dell’istruzione del nostro Paese completamente opposto a quello che ci hanno raccontato. Ricorderete tutti Maria Stella Gelmini, e poi i vari Martone, Profumo e compagnia bella, ecco, hanno sempre mentito, raccontando una situazione dell’istruzione completamente diversa da quella reale. La Gelmini disse con convinzione nel 2009 che l’università costava troppo: È risibile il tentativo di qualcuno di collegare la bassa qualità dell’Università italiana alla quantità delle risorse erogate. Il problema, come ormai hanno compreso tutti, non è quanto si spende (siamo in linea con la media europea)”. Ma l’Ocse ci spiega che le cose vanno esattamente all’opposto, con l’Italia che spende meno solo di Ungheria e Slovacchia per l’università. Di più, mentre tutti i paesi hanno riconosciuto la natura strategica delle spese per istruzione, l’Italia, con la sola eccezione dell’Ungheria, è la nazione che ha effettuato i tagli più pesanti. Se si considera la percentuale della spesa pubblica destinata all’istruzione, si scopre che l’Italia è ultima su 32 nazioni, insomma la Gelmini è stata completamente sbugiardata. Falso anche che ci siano troppi studenti, come suggerì improvvidamente l’accademico Francesco Giavazzi, editorialista del Corriere. I fatti hanno la testa dura e ancora una volta l’Ocse ha ripristinato la verità. Come percentuale di laureati nella fascia più giovane (25-34 anni) l’Italia è all’ultimo posto in Europa (21% contro 39% della media Ocse). Se si considera che il Brasile è una nazione non-Ocse, l’Italia è al penultimo posto tra i Paesi Ocse dato che solo la Turchia (19%) ha meno laureati di noi. Che siano troppi i professori allora? Nemmeno, secondo l’ingegner De Nicolao dell’Università di Pavia, su 26 nazioni considerate solo 5 hanno un rapporto studenti/docenti peggiore del’Italia (Indonesia,Repubblica CecaArabia SauditaBelgio e Slovenia). Inutile dire che sono troppo pochi anche i dottorandi, e falsissimo che gli studenti costano troppo, come sostengono alla Bocconi, Roberto Perotti in prima fila. Nel suo libro “L’Università truccata” Perotti si scagliava contro questi presunti costi eccessivi, peccato che abbia commesso enormi errori di conto. Insomma l’Italia va in controtendenza mondiale cercando in tutti i modi di dissuadere i giovani dall’intraprendere una carriera scolastica. Vi siete chiesti perchè?

Gracchus Babeuf

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